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Musica

Arisa, ritorno all’Ariston

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A quattordici anni dal suo indimenticabile secondo posto con “La notte”, Arisa torna sul palco del Festival di Sanremo con un nuovo capitolo della sua storia artistica. Per l’edizione 2026 presenta “Magica Favola”, un brano intenso e autobiografico che racconta un viaggio di crescita, emozioni e amore vissuto come un oceano profondo e imprevedibile.

Un ritorno che ha il sapore della maturità e della consapevolezza, in un luogo che per la cantautrice rappresenta molto più di una semplice gara musicale.

“Magica Favola”: un viaggio tra infanzia e maturità

“Magica Favola” è una canzone che attraversa il tempo e le stagioni della vita. Il testo accompagna il percorso emotivo di una donna dall’infanzia all’età adulta, tra sogni, cadute, scoperte e ferite che insegnano a guardarsi dentro.

L’amore, descritto come un oceano, diventa metafora di tutto ciò che travolge, spaventa e allo stesso tempo fa crescere. Non è solo un sentimento romantico, ma una forza trasformativa che segna il passaggio verso una nuova consapevolezza.

Il brano è stato scritto insieme a Giuseppe Anastasi, Galeffi e ai Mamakass, un team creativo che ha contribuito a costruire un equilibrio tra delicatezza melodica e intensità emotiva.

Il legame con “La notte”

Nel 2012, con La notte, Arisa conquistò il secondo posto e lasciò un segno indelebile nella storia recente del Festival. Quel brano, ancora oggi tra i più amati del suo repertorio, rappresentò una svolta nella sua carriera, mostrando una nuova profondità interpretativa.

Il ritorno con “Magica Favola” sembra chiudere un cerchio ideale: dalla malinconia e dall’introspezione di allora alla ricerca di serenità e luce di oggi. Un percorso che riflette l’evoluzione personale e artistica dell’interprete.

Il duetto: omaggio alla femminilità

Durante la serata dedicata alle cover, Arisa renderà omaggio alla forza e alla complessità dell’universo femminile con “Quello che le donne non dicono”, storico brano scritto da Enrico Ruggeri e portato al successo da Fiorella Mannoia.

Ad accompagnarla sul palco dell’Teatro Ariston ci sarà il Coro del Teatro Regio di Parma, una presenza che promette di amplificare l’intensità del brano con una veste corale solenne ed emozionante.

Sarà un momento di grande impatto, capace di unire generazioni diverse sotto il segno della musica e della consapevolezza.

Prove, orchestra e ricordi

Tra prove con l’orchestra e incontri con la stampa, Arisa ha raccontato quanto Sanremo rappresenti per lei un luogo del cuore. Ogni ritorno all’Ariston riporta alla mente i primi passi, le emozioni dell’esordio e le tappe che hanno segnato la sua carriera.

Il rapporto con l’orchestra, elemento centrale dell’esperienza sanremese, è per lei una dimensione quasi magica: la voce che si intreccia agli archi, ai fiati, alle percussioni, in un dialogo che rende ogni esibizione unica.

Sanremo come casa artistica

Il Festival non è solo una competizione, ma uno spazio di condivisione generazionale. Per Arisa è il simbolo di una musica che attraversa epoche e pubblici diversi, restando un punto fermo nell’immaginario collettivo italiano.

Con “Magica Favola”, la cantautrice conferma il suo legame profondo con Sanremo: un palcoscenico che l’ha vista crescere e trasformarsi, e che oggi la accoglie con una nuova consapevolezza artistica.

Il 2026 si preannuncia così come un altro capitolo importante della sua storia, tra memoria e futuro, fragilità e forza, in quella “magica favola” che continua a chiamarsi musica.

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