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“Cime Tempestose” // RECENSIONE

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Il nuovo adattamento di Cime Tempestose ha fatto discutere di sé prima ancora di arrivare nelle sale, sin da quando sono stati rivelati i nomi degli attori che avrebbero interpretato di due iconici protagonisti – Margot Robbie e Jacob Elordi. I cinefili erano preoccupato dal gap tra i due, i fan storici del romanzo della Bronte dal whitewashing subito da Heathcliff e dalla barbieficazione di Catherine. Ma, lasciando da parte il cast, il film è ben riuscito?

“Cime Tempestose”, ma tra virgolette

La storia del classico è nota a tutti: il signor Earnshaw porta a casa l’orfano Heathcliff, che stringe un rapporto speciale – che non si fatica a definire morboso – con Catherine, la bella e capricciosa figlia del padrone di casa, che però viene corteggiata dal ricco vicino di casa il signor Linton. Heathcliff, a questo punto, umiliato dopo aver sentito Catherine che lo disprezzava per la sua rozzezza, si allontana per anni per far fortuna – e, quando ritorna, è forse più ricco del signor Linton.

Ed è qui che la strada tra libro e pellicola diverge maggiormente: perché di tutto l’odio e la vendetta di Heathcliff resta ben poco nel film di Emerald Fennell, che si sofferma esclusivamente sull’amore tormentato tra lui e Catherine.

Valore e gusto personale

Sebbene, di fondo, questa redazione sia d’accordo che la scelta della regista faccia perdere potenza alla storia, meno d’accordo è sulle reazioni del pubblico – perché, nonostante il gusto personale di chi recensisce quest’opera sia amareggiato dal sacrificio della potenza crudele del personaggio di Heathcliff in favoredi un amore melenso, è innegabile che, appunto, si tratti di gusto personale e che, quando si rielabora una storia già scritta come Cime Tempestose e la si traspone sul grande schermo, è auspicabile che chi la dirige metta qualcosa di proprio nella storia.

Emerald Fennell ha scelto di virare bruscamente verso la soria d’amore, ma lo fa trascinandosi dietro una forza drammatica puramente estetica che riempie gli occhi: al netto delle sterili polemiche, è infatti sicuro che, negli anni a venire, le scenografie e i costumi di questo “Cime Tempestose” rigorosamente tra virgolette continueranno ad essere ammirati e a fare scuola.

“Cime Tempestose”: vale la pena vederlo?

Insomma: lo consigliamo? Sì, ma con riserva: in questo adattamento c’è solo una storia d’amore tormentata (e una – decisamente superflua – aggiunta di scene spicy con poca chimica) e non c’è traccia del tormento rabbioso, vendicativo e crudele di Heathcliff; tuttavia, l’estetica del film è bella a prescindere e, se si è capaci di approcciare la pellicola come fosse una storia indipendente e senza dunque aspettarsi un adattamento fedele al capolavoro della Bronte, allora ne varrà indubbiamente la pena – anche se noi a Isabella quel collare non l’avremmo messo.

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