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Sanremo al Quirinale

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Un momento destinato a entrare negli annali della musica italiana: per la prima volta in 76 edizioni, il cast del Festival di Sanremo è stato ricevuto al Palazzo del Quirinale dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

Un evento senza precedenti che segna una svolta simbolica per la kermesse canora più amata del Paese e che apre ufficialmente il cammino verso l’edizione 2026.

L’incontro storico al Quirinale

In vista di Festival di Sanremo 2026, in onda su Rai 1 dal 24 al 28 febbraio, il conduttore e direttore artistico Carlo Conti, la co-conduttrice Laura Pausini e i 30 Big in gara hanno varcato le porte del Quirinale per un incontro carico di significato.

La sala, solitamente teatro di cerimonie istituzionali e incontri diplomatici, si è trasformata per un giorno in uno spazio dedicato alla musica e alla cultura popolare. Un gesto che sottolinea il valore culturale e sociale di Sanremo, ben oltre la dimensione televisiva.

Le parole di Mattarella: “Le Olimpiadi della musica italiana”

Nel suo intervento, il Presidente Mattarella ha ringraziato artisti, autori e professionisti dello spettacolo per il contributo offerto alla crescita culturale del Paese. Ha ricordato come il Festival sia capace, anno dopo anno, di unire milioni di cittadini davanti allo schermo, superando differenze generazionali e territoriali.

Il Capo dello Stato ha definito simbolicamente Sanremo “le Olimpiadi della musica italiana”, sottolineando la sua funzione aggregativa e la sua capacità di raccontare, attraverso le canzoni, i cambiamenti della società.

Un riconoscimento che rafforza il ruolo del Festival come patrimonio culturale condiviso.

L’emozione di Carlo Conti

Visibilmente emozionato, Carlo Conti ha raccontato l’intensità del momento, parlando di parole “straordinarie” pronunciate dal Presidente. Per il direttore artistico, l’incontro rappresenta non solo un onore personale, ma anche un riconoscimento al lavoro di centinaia di professionisti che ogni anno rendono possibile l’evento.

Conti ha ribadito l’impegno a portare sul palco un’edizione capace di coniugare tradizione e innovazione, nel rispetto della storia del Festival ma con uno sguardo rivolto al futuro.

Laura Pausini e i 30 Big: eleganza e orgoglio

Accanto a lui, Laura Pausini ha condiviso l’orgoglio di rappresentare la musica italiana in un contesto così solenne. Per l’artista, l’incontro al Quirinale dimostra quanto la musica sia un linguaggio universale, capace di dialogare anche con le istituzioni più alte dello Stato.

I 30 Big in gara, provenienti da generi e percorsi artistici differenti, hanno vissuto la giornata come un momento di consacrazione. Tra eleganza e entusiasmo, l’atmosfera è stata quella delle grandi occasioni, con uno spirito di unità che anticipa la competizione sul palco.

Sanremo 2026: un’edizione già storica

L’edizione 2026 del Festival parte dunque sotto il segno della storia. L’incontro al Quirinale non è stato solo un gesto simbolico, ma un segnale chiaro del valore culturale che la manifestazione ha assunto nel corso dei decenni.

Dal teatro Ariston alle sale del Quirinale, il percorso di Sanremo racconta l’evoluzione della musica italiana e il suo dialogo costante con la società.

Prima ancora dell’accensione dei riflettori, Sanremo 2026 ha già scritto una pagina destinata a restare nella memoria collettiva, rafforzando il legame tra istituzioni e mondo dello spettacolo e confermando il Festival come uno degli eventi più rappresentativi dell’identità culturale italiana.

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