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1 anno agoon
Tre anni fa – e forse anche solo nei passati tre mesi – nessuno avrebbe scommesso un solo centesimo sul fatto che gli Stati uniti potessero votare con Mosca e contro Kiev all’ONU, ma oggi è successo.
Non solo per due volte gli States hanno infatti ignorato l’Europa, che chiedeva una condanna esplicita dell’invasione russa, votando insieme alla Russia e alla Bielorussia una risoluzione in cui non si parla dell’Ucraina come del Paese aggredito, ma hanno anche votato, insieme a Russia, Israele, Corea del Nord, Sudan, Bielorussia, Ungheria e altri undici stati contro la risoluzione europea (poi comunque approvata con 93 voti favorevoli). Il Consiglio di Sicurezza ha successivamente approvato la risoluzione statunitense, ma Regno Unito e Francia, che non sono riusciti a inserire nel testo una condanna alla Russia, si sono astenuti.
E mentre negli Stati Uniti i dem definiscono tutta la faccenda una “vergogna“, Trump insiste: l’obiettivo del tycoon è quello di recuperare il denaro speso per inviare all’Ucraina equipaggiamenti militari e munizioni. “Tutti hanno sottolineato che l’obiettivo è la fine della guerra, io ho sottolineato l’importanza del vitale accordo sui minerali che speriamo venga firmato molto presto“, ha ribadito Trump – ma sulle terre rare ucraine esiste un accordo con l’Unione Europea dal 2021, da prima che scoppiasse il conflitto.
Nel frattempo, in risposta alle parole di Trump, a Londra si organizza un meeting tra i leader dell’Unione Europea, del regno Unito, della Norvegia e dell’Islanda per parlare di “piani comuni sulla difesa“ e si fa sempre più concreta l’ipotesi della creazione di meccanismi di finanziamento della difesa a livello europeo che includano anche Londra, mentre già oggi il Regno Unito fa sapere che le spese di difesa saliranno al 2,5% del PIL -più stanziamenti extra per l’intelligence – dal 2027; un aumento di 13,4 milioni di sterline. Una decisione che arriva dopo il lancio, da parte del Regno Unito, del più grande pacchetto di sanzioni contro la Russia – sanzioni che colpiscono 107 entità e individui legati allo sforzo militare di Mosca, arrivando anche a generali e alti funzionari della Corea del Nord, complici dello schieramento di oltre 11mila soldati nord-coreani nel conflitto.
Le minacce all’Europa “ricadono storicamente sulle nostre spalle“, ha detto Starmer alla Camera dei Comuni.
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