Si chiama Rubina Aminian la giovane studentessa 23enne uccisa con un colpo ravvicinato alla nuca mentre manifestava per strada. La sua storia è raccontata da Iran Human Rights.
Cos’è successo?
La ragazza era originaria di Marivan ed è simbolo delle proteste contro il regime iraniano, durante le quali hanno perso la vita cinquecento persone.
Iran Human Rights, ONG con sede in Norvegia, afferma che il suo decesso dovrebbe essere avvenuto lo scorso giovedì ed è una delle poche vittime che sono state riconosciute. Alcune fonti hanno raccontato che Rubina è stata uccisa dopo un colpo di proiettile che le ha colpito la nuca.

Le dichiarazioni della famiglia
La sua famiglia è partita da Kermanshah, nell’Iran occidentale, nella Capitale, per identificare il suo corpo; i deceduti hanno tutti un’età compresa tra i 18 e i 22 anni.
Inizialmente ai genitori non è stato permesso di identificare il corpo della figlia e neanche di portarlo via, ma quando sono tornati a casa hanno scoperto che le forze dell’intelligence avevano circondato la loro casa e che non era stato loro permesso di seppellirla. Il suo corpo è stato seppellito nel tragitto di strada tra Kermanshah e Kamyaran.
Lo zio di Rubina parla alla CNN e la descrive come “una ragazza forte, una ragazza coraggiosa, e non era una persona che si poteva controllare e per la quale si potevano prendere decisioni. Ha combattuto per cose che sapeva essere giuste e ha lottato duramente. Aveva sete di libertà, sete dei diritti delle donne, dei suoi diritti“.
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