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3 giorni agoon
Tratto dall’omonimo bestseller di Frieda McFadden, Una di famiglia – in ligua originare The housemaid – più che un horror è un thriller sensuale e psicotico; in ogni caso, è una storia che vi terrà col fiato sospeso fino alla fine.

Nella pellicola seguiamo la storia di Millie, una ragazza che si propone – con un curriculum rigorosamente falso – come governante per la famiglia Winchester. La verità è ben diversa da quella che ha raccontato a Nina, la sua futura datrice di lavoro: Millie, infatti, non solo non ha alcun titolo e vive in macchina, ma, soprattutto, ha scontato dieci anni di prigione per omicidio, e ha bisogno urgentemente di un lavoro per poter mantenere la sua libertà condizionata.
Contro ogni previsione, Nina decide di assumerla ma, dopo una prima serata da sogno, Millie ben presto si rende conto che le cose in casa Winchester sono ben diverse da come appaiono: Nina ha dei violentissimi sbalzi umore e crisi psicotiche, nonché un passato di ricoveri in una clinica psichiatrica… Mentre cerca di sopravvivere alle vessazioni della donna e a prendersi cura della figlia della coppia, Cece, le cose si complicano quando in Millie nasce una crescente attrazione nei confronti del capofamiglia Andrew.

Con una serie di twist e colpi di scena, in un crescendo che è un innegabile omaggio ai thriller degli anni ’90, Una di famiglia riesce a tenere sempre alta la tensione e ad assorbire l’attenzione del pubblico per le sue due ore circa – anche grazie alle performance dei suoi attori.
Non aspettatevi un capolavoro: è un film pop molto piacevole che punta all’intrattenimento, adrenalinico, che regala qualche sorpresa: l’ideale per trascorrere una serata diversa. L’unica cosa che potrebbe far storcere il naso è l’ultimissima scena – non preoccupatevi: non faremo spoiler – ma, per godervi la pellicola (promesso!) basterà fingere che non esista.

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