Cronaca
Studente accoltellato a scuola alla Spezia
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3 giorni agoon
Un episodio di estrema violenza ha sconvolto la Spezia nella giornata odierna, trasformando un normale giorno di scuola in una tragedia che ha lasciato un’intera comunità sotto shock. Un ragazzo di 18 anni, studente dell’Istituto professionale “Domenico Chiodo”, è stato accoltellato da un compagno di scuola all’interno dell’edificio scolastico. Colpito gravemente all’addome, con una ferita che ha perforato la milza, il giovane è stato trasportato d’urgenza all’ospedale Sant’Andrea, dove è stato sottoposto a un intervento chirurgico salvavita. Durante l’operazione, a causa della massiccia perdita di sangue, il ragazzo è andato in arresto cardiocircolatorio, ma i medici sono riusciti a rianimarlo. Le sue condizioni restano però estremamente critiche e la prognosi è riservata.
La vicenda ha immediatamente fatto il giro della città e oltrepassato i confini provinciali, riaccendendo l’attenzione sul tema della sicurezza nelle scuole e sulla crescente fragilità dei rapporti tra giovani.
L’aggressione all’interno dell’Istituto professionale Domenico Chiodo e i momenti di panico tra studenti e insegnanti
L’accoltellamento è avvenuto all’interno dell’Istituto professionale “Domenico Chiodo”, una scuola frequentata ogni giorno da centinaia di studenti. Secondo le prime ricostruzioni, l’aggressione si sarebbe verificata durante l’orario scolastico, in un’area dell’edificio dove erano presenti altri ragazzi. L’autore del gesto sarebbe un compagno di scuola della vittima, anch’egli giovane e iscritto allo stesso istituto.
I motivi che hanno portato all’aggressione sono ancora oggetto di accertamenti da parte delle forze dell’ordine. Non è escluso che alla base vi fosse un litigio, forse nato per futili motivi e degenerato rapidamente in un atto di violenza estrema. Alcuni studenti avrebbero assistito, direttamente o indirettamente, ai momenti immediatamente successivi all’accoltellamento, mentre altri avrebbero sentito urla e richieste di aiuto provenire dai corridoi.
La situazione ha generato attimi di panico e confusione. Il personale scolastico è intervenuto prontamente per soccorrere il ferito e allertare i servizi di emergenza, cercando nel contempo di mantenere la calma tra gli studenti e mettere in sicurezza l’area. L’istituto è stato temporaneamente isolato per consentire i rilievi e garantire l’incolumità di tutti.
La ferita gravissima alla milza e le prime manovre di soccorso sul luogo dell’aggressione
La coltellata ha colpito il ragazzo all’addome, perforando la milza, un organo particolarmente delicato e altamente vascolarizzato. Una ferita di questo tipo comporta un rischio immediato per la vita a causa dell’emorragia interna massiva che può provocare.
I sanitari del 118, giunti sul posto in pochi minuti, si sono trovati di fronte a una situazione drammatica. Il giovane perdeva molto sangue ed era in evidente stato di shock. Le prime cure sono state decisive: i soccorritori hanno avviato le manovre di stabilizzazione, cercando di contenere l’emorragia e mantenere attive le funzioni vitali.
Considerata la gravità del quadro clinico, è stato immediatamente disposto il trasferimento in ospedale in codice rosso. Ogni minuto era fondamentale per aumentare le possibilità di sopravvivenza del ragazzo, che appariva già in condizioni critiche prima ancora di arrivare al pronto soccorso.
Il trasporto d’urgenza all’ospedale Sant’Andrea e la corsa contro il tempo dei medici
Il trasferimento all’ospedale Sant’Andrea della Spezia è avvenuto con la massima urgenza. Durante il tragitto, i sanitari hanno continuato a monitorare costantemente le condizioni del giovane, che restavano estremamente instabili. All’arrivo in pronto soccorso, il ragazzo è stato immediatamente preso in carico da un’équipe multidisciplinare composta da chirurghi, anestesisti e personale specializzato in emergenze.
Dopo una rapida valutazione clinica, è stato deciso di portarlo subito in sala operatoria. Non c’era tempo per ulteriori accertamenti: la priorità assoluta era fermare l’emorragia interna e salvargli la vita. L’intervento chirurgico è iniziato in condizioni già estremamente critiche, con il giovane che presentava segni evidenti di shock emorragico.
L’arresto cardiocircolatorio durante l’intervento e la rianimazione in sala operatoria
Durante l’operazione, la situazione è ulteriormente peggiorata. L’imponente fuoriuscita di sangue ha provocato un arresto cardiocircolatorio, uno dei momenti più drammatici dell’intera vicenda. Per diversi minuti, l’équipe medica ha lottato contro il tempo per rianimare il giovane.
Sono state attuate tutte le manovre di rianimazione avanzata previste in questi casi. Il lavoro coordinato di chirurghi e anestesisti ha permesso, dopo attimi di altissima tensione, di riavviare l’attività cardiaca. Un risultato fondamentale, ma che non ha eliminato i gravi rischi legati alle condizioni generali del ragazzo.
L’intervento è proseguito per cercare di stabilizzare definitivamente il quadro clinico, ma la situazione è rimasta estremamente complessa per tutta la durata dell’operazione.
Le condizioni cliniche dopo l’intervento e la prognosi riservata in terapia intensiva
Al termine dell’intervento, il ragazzo è stato trasferito in terapia intensiva, dove si trova tuttora ricoverato. Le sue condizioni sono definite critiche dai medici, che mantengono la massima cautela nelle comunicazioni. La prognosi resta riservata e le prossime ore saranno decisive per comprendere l’evoluzione del quadro clinico.
Il corpo del giovane ha subito uno stress enorme: la grave ferita, la massiccia perdita di sangue e l’arresto cardiocircolatorio rappresentano fattori che possono avere conseguenze importanti sugli organi vitali. I sanitari stanno monitorando costantemente ogni parametro, pronti a intervenire in caso di complicazioni.
All’esterno dell’ospedale, familiari, amici e conoscenti vivono ore di angoscia, in attesa di notizie. L’intera città della Spezia segue con apprensione gli aggiornamenti, sperando in segnali positivi da parte dei medici.
Le indagini sull’aggressione, il fermo del compagno di scuola e i nodi sulla sicurezza negli istituti
Parallelamente all’emergenza sanitaria, sono in corso le indagini delle forze dell’ordine per chiarire la dinamica dell’aggressione e accertare le responsabilità. L’autore del gesto, anch’egli studente dell’istituto, è stato fermato e ascoltato dagli investigatori. Saranno determinanti le testimonianze di studenti, insegnanti e personale scolastico presenti al momento dei fatti.
Gli inquirenti stanno cercando di capire se tra i due ragazzi vi fossero precedenti contrasti, tensioni o episodi di bullismo. Non si esclude che il gesto possa essere stato il culmine di una situazione di disagio o di un conflitto mai risolto. L’arma utilizzata nell’aggressione è stata sequestrata e verrà analizzata.
Il caso solleva interrogativi profondi sulla sicurezza all’interno delle scuole e sulla capacità di prevenire episodi di violenza tra giovani. Come sia stato possibile introdurre un coltello in un istituto scolastico è una delle domande a cui le indagini dovranno dare risposta.
Lo shock della comunità spezzina e la riflessione sulla violenza tra giovani e sul ruolo della scuola
L’accoltellamento ha lasciato un segno profondo nella comunità spezzina. L’Istituto “Domenico Chiodo”, come molte altre scuole in Italia, è ora chiamato a fare i conti con un evento traumatico che ha coinvolto studenti, docenti e famiglie. Sono stati attivati servizi di supporto psicologico per aiutare chi ha assistito all’accaduto o ne è rimasto profondamente colpito.
Le istituzioni locali hanno espresso vicinanza alla famiglia del ragazzo ferito, mentre il dibattito pubblico si concentra sulla necessità di rafforzare i percorsi di educazione al rispetto, alla gestione dei conflitti e all’ascolto del disagio giovanile. Episodi come questo mostrano quanto sia fragile l’equilibrio emotivo di molti ragazzi e quanto sia importante intervenire prima che tensioni e frustrazioni sfocino in gesti irreparabili.
Ora l’attenzione resta tutta sulle condizioni del giovane ricoverato in terapia intensiva. La speranza è che possa superare questa fase critica, mentre la città della Spezia resta sospesa tra dolore, sgomento e la necessità di interrogarsi su come prevenire tragedie simili in futuro.
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