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14 ore agoon
Non lasciatevi ingannare dai loro manti soffici e dagli inevitabili momenti comici: Pecore sotto copertura, oltre a essere un delizioso cozy-crime che ha per protagoniste delle pecorelle rimaste senza pastore, parla, bene e con una certa intensità, di memoria, lutto e pregiudizio: ecco perché dovreste guardarlo prima che sparisca dalle sale… soprattutto se siete o siete stati degli agnellini d’inverno.

Tratto dal romanzo GlenKill – di cui condivide la premessa ma con cui ha anche delle piccole differenze nello svolgimento – Pecore sotto copertura inizia poco prima della morte del pastore George. L’uomo, che trattava i suoi animali con amore e gentilezza, aveva un rituale: prima di andare a dormire leggeva ad alta voce alle sue pecore dei romanzi gialli. Anche se l’uomo è convinto che gli ovini non capiscano granché di ciò che racconta, in realtà il suo gregge ama le storie della buonanotte e si lancia spesso andare ad appassionanti ipotesi su chi sia il colpevole dell’ultimo delitto.
La pecore più brava a risolvere i casi delle “storie della buonanotte” è Lily, quella che viene definita la “pecora più intelligente del mondo“ – e per questo, quando George improvvisamente muore, è la prima a pensare che non si sia trattato di un incidente ma di un omicidio: accompagnata dal saggio Mopple, dall’outsider Sebastian e da un agnellino senza nome e rifiutato dal gruppo perché nato in inverno, Lily farà di tutto per cercare di capire chi abbia ucciso il suo amato pastore… e per dimostrare che le pecore non sono stupide come tutti pensano.

Pecore sotto copertura è un’indagine deliziosa che piacerà anche a chi non è appassionato di gialli.
Nonostante siano pecore, i personaggi di questa storia sono, oltre la patina comica e a tratti demenziale, particolarmente intensi e, anche rispettando tutti i cliché del genere, attraverso un’ottima scrittura, una fotografia coloratissima e una premessa accattivante, questa favola animalista coinvolgerà tanto gli spettatori più grandi quanto quelli più piccini, strappando a tutti sia qualche risata che un paio di lacrimucce.
Per questo, non possiamo far altro che consigliarvelo, promettendovi che, dopo averlo visto, non guarderete più le pecore – e nemmeno le nuvole! – come prima.

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