Una class action: Carlo Claps – avvocato e presidente dell’AIDACON, associazione di tutela dei consumatori, propone questa mossa per tutelare i residenti di Bagnoli, preoccupati per le polversi sollevate dai lavori per l’America’s Cup. “Non permetteremo” dice Claps “che la salute dei napoletani diventi merce di scambio per uno spot turistico.”
I dati
I dati ambientali raccontano come l’area occidentale di Napoli abbia i valori peggiori della città: il laboratorio mobile ARPAC, installato il 30 gennaio nei pressi di Città della Scienza, il 2 febbraio mostra come la media giornaliera di polveri sottili abbia toccato i 113 microgrammi per metro cubo, con picchi che arrivano a 367 – il limite per legge è di 50. E il fatto che le altre centraline fisse in città non abbiano registrato aumenti fa crescere i sospetti che l’incremento derivi dai lavori nell’area dell’ex-Italsider. Eddy Serge, del laboratorio politico Iskra, spiega che “questi numeri dimostrano che non viene data priorità alle misure di sicurezza“.
A far crescere l’inquietudine dei residenti è inoltre anche il fatto che i vigili urbani indossino mascherine FFP3.
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