La fragile tregua raggiunta ieri, con l’estensione da parte di Donald Trump della scadenza per l’ultimatum in Iran, potrebbe essere già a rischio: dopo i raid israeliani in Libano, Teheran ha infatti bloccato nuovamente il transito delle navi a Hormuz. Qualora questa situazione perdurasse, cosa significherebbe per l’Europa e per l’Italia?
Energia razionata: cosa potrebbe succedere?
Uno spettro si aggira per l’Europa – non quello del marxismo, con buona pace di Derrida, ma quello ben più concreto del lockdown energetico e del razionamento. L’Italia, in particolare, non dispone di riserve di energia sufficienti – se la guerra in Iran continuasse, se lo stretto di Hormuz non resterà aperto, la possibilità di dover “chiudere tutto” (o quasi) si fa sempre più plausibile.
Diventerà necessario limitare riscaldamento, illuminazioni, mobilità, e il governo potrebbe imporre limitazioni ai consumi di energia per evitare il collasso del sistema; ci potrebbe essere un contenimento dell’uso dei condizionatori, un taglio dell’illuminazione di edifici e monumenti pubblici, rimodulare le attività delle industrie energivore e si potrebbe anche introdurre un sistema a targhe alterne per il trasporto – c’è chi pensa anche alla reintroduzione dello smart working, analogamente a quanto accaduto durante la pandemia.
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