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2 mesi agoon
“Le avete prese, puttane”, “Vogliamo i reggiseni”, “Tornate a fare le ballerine”. Sono alcuni degli insulti sessisti pubblicati da ragazzi di 12 e 13 anni dopo la vittoria contro la formazione under 17 del Napoli Women in un’amichevole. Le frasi comparse online hanno fatto eco a quanto già urlato in campo: commenti volgari, allusioni esplicite, insulti sul corpo femminile e persino versi che imitavano atti sessuali.
La società femminile ha denunciato l’accaduto: “Da un episodio grave a un impegno comune: costruiamo il rispetto”.
L’amichevole vedeva opposte il Napoli Women U17 e la squadra maschile del Don Guanella di Scampia, club intitolato a San Luigi Guanella, canonizzato da papa Benedetto XVI nel 2011.
Il match si è concluso con la vittoria dei ragazzi per 4-2, ma la gara è stata segnata dai continui insulti provenienti dai giovani calciatori e successivamente rilanciati sui social con foto e frasi dispregiative.
Si è passati dai tipici sfottò sportivi a offese ben più gravi, impossibili da minimizzare come “ragazzate”.
Un responsabile della squadra femminile ha parlato di “fallimento generazionale e sociale”, sottolineando come “si perde nella vita prima ancora che nello sport”.
Sull’episodio è intervenuto anche il deputato di AVS Francesco Emilio Borrelli, che ha definito i comportamenti dei ragazzi “manifestazioni di sessismo inaccettabile”, chiedendo l’intervento della Figc per affrontare il problema.
La società femminile ha diffuso una lettera aperta in cui descrive l’accaduto e richiama l’attenzione sulla responsabilità educativa degli adulti.
Il club denuncia che alcune atlete sono state anche contattate privatamente e colpite da ulteriori offese: “Nessuna ragazza dovrebbe sentirsi umiliata per il semplice fatto di essere donna”.
Secondo la società, il linguaggio dei giovani atleti dimostra che adulti, allenatori, famiglie e istituzioni non stanno facendo abbastanza.
Pur condannando i fatti, il Napoli Women vuole trasformare l’episodio in un’occasione di crescita.
Per questo invita “la società, i tecnici e i ragazzi coinvolti a trascorrere una giornata con noi presso un centro antiviolenza e antidiscriminazione”, proponendo un percorso formativo sul rispetto, la parità di genere e l’impatto delle parole.
La società conclude con un appello: “Perché i bambini e i ragazzi di oggi non diventino gli uomini violenti di domani. Perché il calcio possa essere un luogo sicuro e inclusivo per tutti”.
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