Tutto da rifare il processo nei confronti di un uomo di 35 anni accusato di aver stuprato il figlioletto di pochi mesi e di aver poi pubblicato i video delle violenze sui social. L’uomo era già stato condannato a dieci anni di carcere dal Tribunale di Bolzano, ma la Corte di Cassazione ha annullato le sentenze di primo e secondo grado: ci sarebbe un vizio di competenza dell’organo giudicante.
Cos’è successo?
Il video venne scoperto dalle autorità statunitensi, che dopo aver intercettato le immagini sui social mandarono una segnalazione alla polizia postale italiana. Un’inchiesta coordinata dalla Procura d Trento condusse in poco tempo all’identità del responsabile, che venne quindi accusato di violenza sessuale aggravata e produzione e diffusione di materiale pedopornografico.
Il Tribunale di Bolzano ha condannato l’uomo a dieci anni di carcere, ma dopo un ricorso della difesa la Corte di Cassazione ha rilevato un errore procedurale: la competenza per reati di questo tipi, cioè che riguardino la violenza sessuale di una vittima con meno di dieci anni, spettano infatti alla Corte d’Assise.
Il nuovo processo partierà a Bolzano il 30 gennaio.
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