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5 giorni agoon
Super Mario Galaxy – il film cerca di fare un grande salto – ma, purtroppo, parte con due grosse palle al piede: la prima è che si tratta del secondo capitolo di una saga cinematografica che ha riscosso un grandissimo successo, il che rende sempre difficile reggere il confronto; la seconda è che sebbene il suo pubblico di riferimento sianoi bambini – anche piuttosto piccoli – purtroppo al cinema ci vanno i millennial, una generazione che ha reagito a tutte le sue oggettive sfortune fossilizzandosi intorno all’amore dei prodotti di intrattenimento legati all’unico periodo più o meno sereno della propria esistenza, ovvero l’infanzia.
E così come era successo per il suo fratello più grande, Super Mario Bros – il film, anche per Super Mario Galaxy si è scatenata un’orda inferocita di fan trentenni della grande N, che pretendeva (di nuovo) di essere il target del film e che quindi si aspettava (di nuovo) una storia meno lineare.
Ma andiamo con ordine: di cosa parla questa nuova pellicola?

Il film parte poco dopo la conclusione degli eventi di Super Mario Bros: Browser, sconfitto, è stato rimpicciolito e rinchiuso in un mini-castello; Mario e suo fratello Luigi hanno trovato la felicità nel Regno dei Funghi e la principessa Peach continua a regnare.
Le cose cambiano quando, proprio durante il compleanno della principessa, cadono dal cielo degli sfavilotti, delle piccole stelline che chiedono l’aiuto di Peach per salvare Rosalinda, la sorella perduta della principessa, dalle grinfie del diabolico Browser Junior.
Tra ghiotte citazioni videoludiche, humor semplice e un comparto grafico a dir poco eccezionale, la principessa Peach e i suoi amici (con l’aggiunta del dinosauro Yoshi) si imbarcano quindi in questa nuova avventura: riusciranno a salvare Rosalinda e a ripotarla dai suoi sfavillotti?

Già la trama, più che lineare, dovrebbe dare un’indicazione abbastanza evidente del tipo di film a cui ci troviamo davanti, ovvero una storia dedicata soprattutto ai più piccini, che strizza l’occhio ai grandi citando in maniera più o meno esplicita antiche glorie videoludiche e che fa dell’estetica e dello humor i suoi principali punti di forza – e se quindi da un lato è un po’ assurdo criticarlo per essere un film eccessivamente semplice (la trama di Super Mario, ricordiamocelo, è “Salva la principessa / La principessa è in un altro castello“), è vera una cosa: questa pellicola ha davvero qualcosa in meno rispetto al capitolo precedente.
Il finale di Super Mario Bros era comunque più intenso e la trama era di certo più indovinata, ma, pur soffrendo della sindome del secondo film, alla fine questo Super Mario Galaxy se la cava tutto sommato bene e mantiene le sue promesse.
Insomma: lo consigliamo? Se siete degli adulti in grado di capire che il film non era destinato voi o se avete l’età giusta per vederlo, sì.
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