Published
4 ore agoon
Una nuova grave escalation militare ha investito la frontiera tra Pakistan e Afghanistan. Secondo fonti di sicurezza, intensi scontri sono scoppiati intorno alle 18 ora locale lungo più settori della linea Durand, storica frontiera lunga oltre 2.600 chilometri.
Testimoni oculari riferiscono di esplosioni continue, colpi di mortaio, uso di artiglieria leggera, movimenti di blindati e truppe di rinforzo. Le autorità locali hanno chiuso scuole e mercati in alcune aree e invitato i residenti a limitare gli spostamenti. La tensione è palpabile: in molte comunità la popolazione civile vive con la paura costante di un’escalation.
Fonti militari indicano che le operazioni afghane sembrano coordinate, con attacchi mirati a postazioni paramilitari pachistane, suggerendo che non si tratti di un semplice incidente locale, ma di una pianificazione strategica con potenziali implicazioni regionali.
Zabihullah Mujahid, portavoce del governo talebano, ha diffuso un messaggio su X in cui afferma:
“In risposta alle ripetute violazioni dei confini e alle provocazioni da parte degli ambienti militari pachistani, sono state avviate vaste operazioni preventive contro i centri militari pachistani e le installazioni paramilitari lungo la linea Durand.”
Secondo Mujahid, le operazioni sono preventive e difensive, pensate per proteggere le aree afghane dalla continua pressione militare pachistana. Il portavoce ha sottolineato che le operazioni coinvolgono più settori lungo la frontiera, suggerendo che la crisi non sarà circoscritta a un unico punto, ma potrebbe estendersi per giorni o settimane se non gestita diplomaticamente.
Al momento, il governo pachistano non ha rilasciato dichiarazioni ufficiali ad alto livello. Tuttavia, fonti militari confermano il rafforzamento immediato delle postazioni lungo la frontiera, l’attivazione di unità di pronto intervento e pattugliamenti intensificati.
Il Pakistan ha storicamente accusato l’Afghanistan di non controllare efficacemente gruppi armati lungo il confine, e considera la linea Durand una frontiera internazionale legittima. Kabul, d’altro canto, respinge tali accuse, sostenendo che Islamabad abbia intrapreso azioni non coordinate e provocatorie oltre confine.
La linea Durand fu tracciata nel 1893 dai britannici per separare l’Afghanistan dall’allora India coloniale. Con la nascita del Pakistan nel 1947, Islamabad la considerò confine internazionale ufficiale. Kabul non l’ha mai riconosciuta completamente, generando tensioni politiche storiche.
La frontiera attraversa aree densamente abitate da comunità pashtun, legate da vincoli tribali e familiari che superano il confine stesso. Questi fattori complicano il controllo e la gestione della sicurezza. Negli ultimi anni, il Pakistan ha realizzato recinzioni, torri di controllo e sistemi di sorveglianza lungo gran parte della linea Durand. Kabul ha criticato tali iniziative, definendole violazioni della sovranità afghana. Dall’agosto 2021, con il ritorno dei talebani a Kabul, le relazioni tra Pakistan e Afghanistan hanno alternato fasi di cooperazione e tensione.
Islamabad mantiene contatti diplomatici e operativi con il governo talebano, ma continua a esprimere preoccupazioni per infiltrazioni di gruppi armati nelle aree tribali pachistane. Kabul, dal canto suo, accusa Islamabad di interferenze e azioni militari non coordinate. La diffidenza reciproca aumenta il rischio di escalation lungo la frontiera.
Gli analisti militari avvertono che le operazioni preventive annunciate da Kabul, se seguite da contromosse pachistane, potrebbero innescare una spirale di escalation difficile da contenere.
Le truppe di entrambe le nazioni sono concentrate in posizioni strategiche lungo la frontiera, con unità speciali e paramilitari pronte a intervenire. Anche incidenti minori possono degenerare rapidamente in scontri su larga scala. La sicurezza regionale appare fragile: qualsiasi escalation potrebbe avere ripercussioni su India, Iran e altre nazioni vicine, con un possibile aumento delle tensioni militari.
La frontiera Durand rappresenta un corridoio fondamentale per commercio e mobilità. Migliaia di persone attraversano quotidianamente i valichi per motivi economici, familiari e lavorativi. Un’escalation prolungata rischia di interrompere i flussi commerciali, danneggiare mercati locali, provocare ritardi nella distribuzione di beni essenziali e aumentare povertà e tensioni sociali.
Le comunità pashtun, che vivono da entrambe le parti della frontiera, sono particolarmente vulnerabili. Gli sfollati, già numerosi in passato, potrebbero crescere esponenzialmente, aggravando la crisi umanitaria. Le infrastrutture locali, spesso fragili, rischiano di essere danneggiate o rese inaccessibili.
Negli ultimi decenni, la linea Durand è stata teatro di numerosi incidenti:
Anni ’70-’80: scontri sporadici durante la guerra sovietica in Afghanistan, con ricadute sulle aree tribali pachistane.
Anni ’90: conflitti legati alla presenza dei talebani e dei rifugiati afghani in Pakistan.
2000-2020: incidenti legati ad attacchi di gruppi armati transfrontalieri, bombe e rappresaglie militari.
2021-2025: tensioni post-ritorno dei talebani, con scontri limitati ma continui e aumento della retorica militare.
Questa cronologia evidenzia come la frontiera sia un punto di crisi permanente, dove conflitti locali possono rapidamente degenerare.
Oltre agli eserciti regolari, lungo la Durand operano numerosi gruppi armati, alcuni legati ai talebani, altri a milizie locali o a reti transnazionali. La loro presenza rende ogni operazione più complessa: la difficoltà di identificare chi controlla il territorio aumenta il rischio di incidenti e scontri tra forze regolari e gruppi paramilitari.
Il Pakistan teme infiltrazioni di miliziani attivi sul lato afghano, mentre Kabul denuncia incursioni pachistane oltre il confine.
La comunità internazionale monitora la situazione con attenzione. Ambasciate, organizzazioni multilaterali e osservatori ONU seguono da vicino i movimenti militari e le dichiarazioni ufficiali. Un conflitto aperto tra Pakistan e Afghanistan potrebbe destabilizzare l’intera Asia meridionale, con ripercussioni su sicurezza, flussi migratori e stabilità politica.
Gli interventi diplomatici potrebbero giocare un ruolo chiave per evitare un’escalation più grave. Negoziazioni urgenti e mediazioni regionali appaiono indispensabili per contenere la crisi.
Le prossime ore e giorni saranno decisive. Le possibilità:
Contenimento locale degli scontri, con ritorno alla normalità in poche settimane.
Escalation prolungata con aumento degli sfollati e crisi umanitaria.
Interruzione dei flussi commerciali transfrontalieri.
Rafforzamento dei controlli militari lungo tutta la linea Durand.
Coinvolgimento di attori internazionali per mediazioni e negoziati.
La linea Durand torna così al centro dell’attenzione internazionale, simbolo di tensioni storiche e fragilità regionale.
Potrebbe anche interessarti:
Campidoglio approva la delibera sul nuovo stadio della Roma: impianto da 60mila posti a Pietralata
Continua a seguirci su Facebook e scopri gli ultimi aggiornamenti cliccando qui.


