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2 anni agoon
“Se le cose vanno nella stessa direzione delle ultime settimane, allenteremo la nostra posizione restrittiva a giugno. In assenza di sorprese è un fatto compiuto”. Lo ha detto il vicepresidente della Bce, Luis de Guindos, a Le Monde, confermando di fatto l’indiscrezione per cui a giugno, nella prossima riunione della Banca Centrale Europea, ci sia un primo taglio dei tassi di interesse.
Anche secondo Jan Felix Gloeckner, senior investment specialist di Insight, la BCE ha praticamente confermato che prenderà in considerazione un taglio dei tassi nella riunione: “A meno che l’inflazione non riservi qualche sorpresa negativa, sembra che ci siano poche ragioni per non farlo”.
La crescita economica è debole e la stessa BCE prevede un incremento di appena lo 0,6% quest’anno. L’inflazione nell’eurozona, però, è scesa al 2,4% su base annua a marzo, rispetto al 2,6% di febbraio, avvicinandosi al livello del 2% fissato dalla BCE.
La prospettiva di un taglio dei tassi da parte della BCE prima della Federal Reserve (Fed) non è cosa da poco. L’ultima volta che la BCE e la Fed hanno adottato direzioni diverse è stato nel marzo 2016, quando l’Europa ha visto ridurre i tassi mentre quelli statunitensi iniziavano a salire. “Christine Lagarde dovrà adottare un approccio diverso e perseguire una strategia monetaria indipendente”, sottolinea Nicolas Forest, chief investment officer di Candriam.
I tassi più bassi renderanno più convenienti i debiti al consumo e i mutui ipotecari. Nel suo ultimo Bollettino economico, la BCE ha dichiarato che i tassi sui prestiti alle imprese sono diminuiti leggermente, fino al 5,2% alla fine del 2023, mentre i tassi sui mutui ipotecari sono aumentati ulteriormente fino al 4,0%.


