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Bridgerton: ecco cosa pensiamo della seconda parte della terza stagione

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Abiti sfarzosi e coloratissimi, acconciature che lottano contro le più basilari regole della fisica e, soprattutto, tanta passione: Bridgerton, dopo averci fatto aspettare e penare per poco meno di un mese, è tornato! Ma la turbolenta storia d’amore tra Penelope e Colin avrà soddisfatto le aspettative degli spettatori?

Bridgerton è tornato: ma dov’eravamo rimasti?

La prima parte della terza stagione si era interrotta proprio sul più bello, subito dopo la dichiarazione di Colin a Penelope e la sua proposta di matrimonio. Nonostante queste romantiche premesse, i nostri beniamini sono ancora ben lontani dal lieto fine: il peso della penna di Lady Whistledown pende infatti ancora come una scure sulla testa di Penelope, divisa tra l’amore per Colin e i propri sogni di “cronista” – e, a peggiorare le cose, c’è anche la Regina, decisa a stanare Lady Whistledown al punto da porre una taglia sulla sua testa.

“Le donne” le dice la madre di Pen in questa stagione “non hanno sogni: hanno mariti”. E la figlia, per qualche tempo, le presta ascolto e cerca di adeguarsi a ciò che la società chiede a una donna. Ma reprimere i propri desideri è davvero la strada giusta per costruire un matrimonio felice?

Gli alti…

ATTENZIONE: spoiler!

Tra le cose che sono più riuscite, in questa seconda parte della stagione, c’è senza dubbio l’arco del personaggio di Penelope, che pur conservando il suo animo ribelle e mantenendo affilato il filo della sua lingua, acquisisce maggior consapevolezza di se stessa e del potere delle proprie parole. Il percorso di accettazione di sé compiuto da Pen, che culmina non nel suo matrimonio ma nell’esplicita rivendicazione dell’identità di Lady Whistledown – rivendicazione che comporta l’accettare anche le conseguenze delle proprie azioni – è decisamente ben riuscito e appassionante.

Altrettanto piacevole è stata la sottotrama legata a Cressida, che, sebbene si riscatti in parte per le cattiverie messe in atto nelle scorse stagioni, rende palesi tre verità: capire di aver sbagliato non è sufficiente per ottenere perdono, questo perdono non può mai essere preteso e il fine non può giustificare sempre i mezzi. Tutti ci siamo infatti trovati a simpatizzare per lei quando è stata promessa a un uomo con – almeno – il triplo dei suoi anni, ma questo non basta a giustificare le falsità scritte contro la famiglia Bridgerton… nemmeno se a suggerirle è stata la madre di cui Cressida è succube.

Meritano una menzione in questa sezione anche la storia di Benedict e Francesca: al netto delle polemiche assurde scoppiate in questi giorni sui profili Netflix e di Julia Quinn, autrice dei romanzi da cui è tratta la serie, è sempre un piacere vedere rappresentazioni queer coerenti con i personaggi  e non vediamo l’ora di scoprire gli sviluppi delle loro storie nei prossimi capitoli di Bridgerton, dove troveranno certamente più spazio.

… e i bassi

ATTENZIONE: spoiler!

Non tutto, comunque, è perfettamente riuscito in questa stagione, come, per esempio, la storia dei coniugi Mondrich è malgestita, non riesce a catturare l’attenzione e, tra le altre, appare come del tutto superflua. Se fosse stata tagliata dagli script nessuno ne avrebbe sentito la mancanza.

Mancano di mordente anche Eloise, smorzata dall’amicizia con Cressida e subito pronta ad abbandonarla alla prima difficoltà, e anche la sottotrama di Lord Marcus Anderson, fratello di Lady Danbury e nuovo interesse amoroso di Lady Violet. Il conflitto tra i due fratelli stimola vagamente la curiosità dello spettatore, ma non c’è abbastanza tensione per emozionarlo: proprio come nel caso dei coniugi Mondrich, se questa vicenda fosse stata tagliata la serie non avrebbe perso altro che un po’ di minutaggio.

Vale la pena vedere questa seconda parte della terza stagione di Bridgerton?

La risposta è sì, senza dubbio! Lo spirito originale della serie è invariato, la passione non manca ed è sempre piacevole ritrovarsi tra i personaggi che abbiamo imparato ad amare, sebbene tra alti e bassi.

L’unico vero problema è che, adesso, dovremo aspettare ben due anni per la prossima stagione – come sarà gestita l’identità rivelata di Lady Whistledown? Come proseguirà la storia dei fratelli Bridgerton? Rivedremo Cressida? Per ingannare l’attesa, magari potremo concederci un bel rewatch e, se la curiosità continuerà a morderci coi suoi denti aguzzi, l’unica soluzione sarà quella di leggere i romanzi da cui la serie è tratta.

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