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Paolo Strippoli, classe 1993, è stato scelto per rappresentare l’Italia alla 99ª edizione degli Academy Awards nella categoria Miglior film internazionale con L’Estranea. Una decisione che il regista pugliese ha accolto con sorpresa ed emozione, raccontando di aver inizialmente temuto che le numerose telefonate ricevute fossero legate a una notizia drammatica.
«Pensavo fosse successo qualcosa di grave, che fosse morto qualcuno. Invece fortunatamente era per qualcosa di bello», ha raccontato Strippoli durante l’incontro con la stampa italiana in streaming da Los Angeles.
L’Estranea è stato selezionato tra 21 opere candidate alla designazione italiana. Tra i titoli in corsa figuravano anche film firmati da autori affermati come Nanni Moretti, Marco Bechis, Riccardo Milani, Gabriele Muccino, Damiano Michieletto e Isabel Coixet.
Strippoli ha sottolineato il valore della selezione, ricordando la qualità delle altre opere in gara: «Sono felice sia stato selezionato L’Estranea, però sono anche consapevole che c’erano dei film molto validi e che ho apprezzato tanto».
La scelta assume un significato particolare anche per la natura del film. L’Estranea, interpretato tra gli altri da Jasmine Trinca, Romana Maggiora Vergano, Adriano Giannini e Valeria Bruni Tedeschi, si muove tra thriller e horror e porta una componente di cinema di genere nel percorso italiano verso gli Oscar.
Per Strippoli si tratta di «un segnale enorme, fortissimo», soprattutto perché da molti anni l’Italia non proponeva per questa categoria un’opera così legata al thriller e all’horror. Il regista considera quindi la decisione «molto inaspettata e molto coraggiosa».
Il regista ha evidenziato anche il significato della sua giovane età. Con i suoi 33 anni, Strippoli è tra i più giovani registi italiani ad aver ottenuto una designazione agli Oscar.
Per lui, questa scelta rappresenta soprattutto un segnale di fiducia verso una nuova generazione di autori: «Non è un segnale che porta i trentenni davanti ai grandi maestri, ai registi che hanno un’esperienza maggiore, ma li fa coesistere».
L’auspicio del regista è che questa apertura non rimanga un episodio isolato e che anche l’industria cinematografica italiana continui a dare spazio a linguaggi e generazioni differenti.
Originario di Corato, in provincia di Bari, Strippoli si è laureato in Arti e Scienze dello Spettacolo alla Sapienza di Roma e si è diplomato al Centro Sperimentale di Cinematografia. Ha inoltre lavorato come assistente alla regia di Gianni Amelio e ha vinto il Premio Solinas.
Prima de L’Estranea ha diretto A Classic Horror Story, insieme a Roberto De Feo, Piove e La Valle dei sorrisi. Il suo percorso è stato caratterizzato soprattutto dall’interesse per horror, thriller e contaminazioni tra generi.
L’Estranea ha debuttato in concorso all’ultima Mostra del Cinema di Venezia e ha successivamente ottenuto il secondo posto al People’s Choice Midnight Madness Award di Toronto. Il film è stato inoltre selezionato da altri festival internazionali, rafforzando il percorso estero dell’opera.
L’uscita nelle sale italiane è prevista per l’8 ottobre con 01 Distribution.
Guardando all’estero, Strippoli racconta di aver riscontrato un forte interesse per il cinema italiano contemporaneo. Tra gli autori citati dal regista ci sono Carolina Cavalli, Laura Samani e Gabriele Mainetti.
Secondo Strippoli, una delle direzioni del nuovo cinema d’autore passa proprio dalla contaminazione: «Il cinema di generi, ibrido, un incontro-scontro di diverse culture ed elementi».
In questo percorso, il regista rivendica però un’identità profondamente italiana, anche attraverso una squadra di collaboratori con cui lavora da anni. La troupe di L’Estranea è infatti composta in larga parte da professionisti che lo accompagnano fin dagli studi cinematografici, mentre lo sceneggiatore Salvatore De Chirico è suo amico d’infanzia.
Dopo la designazione italiana, per L’Estranea è già iniziata la fase preparatoria della campagna internazionale. Paolo Del Brocco, amministratore delegato di Rai Cinema, ha spiegato che sono in corso trattative con distributori americani di peso.
La presenza di un distributore forte negli Stati Uniti viene considerata fondamentale per sostenere la campagna Oscar. «La campagna Oscar senza un distributore che crede fortemente in America nel film è, non dico Mission Impossible, ma quasi», ha spiegato Del Brocco.
Per L’Estranea comincia così una nuova fase: dopo il percorso nei festival e l’imminente arrivo nelle sale italiane, il film di Paolo Strippoli guarda ora alla più importante vetrina cinematografica internazionale.
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