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Non solo ENI: anche IP adesso si impegna a mettere un tetto al prezzo del carburante – questo comporta che presso più di un terzo dei benzinai d’italia il prezzo sarà calmierato.
Stando alle stime del Centro Studi Unimpresa, già solo il tetto imposto da Eni – che è scattato oggi – varrà un risparmio di circa 80 euro al mese per ogni famiglia che possiede due auto, mentre si arriva a 160 per le piccole imprese che lavorano con furgoni e veicoli commerciali leggeri.
Il groppo Socar, azienda energetica dell’Azerbaijan che a maggio ha acquistato IP e che possiede anche Esso, motiva la propria decisione con una nota, in cui spiega di aver deciso di rafforzare l’impegno nei confronti dell’Italia. Il limite, si legge ancora nella nota, sarà “applicato progressivamente, a partire dalla rete a marchio Ip garantendo un significativo supporto ai partner e ai retisti con cui l’azienda ha costruito negli anni un rapporto di piena fiducia, trasparenza e collaborazione, che la distingue all’interno del panorama energetico nazionale“.
La decisione di mettere un price cup è apprezzata dalla premier Giorgia Meloni, che parla di un “segnale importante di attenzione alle famiglie italiane che conferma che è possibile contribuire concretamente a contenere il caro carburanti“.
C’è anche, tuttavia, chi protesta: secondo la FIGISC, Federazione Italiana Gestori Impianti Stradali Carburanti, alcuni piccoli distributori temono una sorta di “concorrenza sleale”. Per chi acquista carburanti da rivendere in convenzione, viene spiegato, non c’è la possibilità di applicare un prezzo inferiore; inoltre, secondo la federazione i prezzi calmierati porteranno a una svalutazione immediata del carburante già acquistato.
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