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Salgono le accise sul gasolio: l’aumento è di 6,1 centesimi. Un aumento che non è stato smorzato da meccanismo delle accise mobili – in gazzetta ufficiale, infatti, non compare il decreto interministeriale Mase-Mef che avrebbe consentito l’utilizzo dell’extragettito IVA per ridurre le accise. Il price-cap attuato da Eni resterà, ma, precisa la società, non assorbirà il ripristino delle tasse: il costo del gasolio eni quindi salirà a sua volta da 2,19 centesimi a 2,25 centesimi – immutato, invece, quello della benzina, fermo a 1,99 centesimi.
“Sul fronte delle accise” ha dichiarato il Codacons “il governo sembra non mantenere le promesse. L’esecutivo aveva infatti annunciato l’applicazione del meccanismo delle accise mobili a partire dal 6 ottobre, ma ancora non si vede l’atteso decreto interministeriale Mase-Mef, con la conseguenza che per la prima volta dallo scorso marzo gli italiani non godono di alcuno sconto sulla tassazione dei carburanti” conclude “e possono fare affidamento solo sulle iniziative autonome delle compagnie petrolifere“.
Sulla stessa linea anche UNC, che, tramite Massimiliano Dona, presidente dell’unione nazionale consumatori, parla di un vero e proprio “tradimento” da parte del governo.
Ma 170 milioni disponibili che potrebbero essere spesi per le accise mobili: questi i numeri di Giorgia Meloni, che, al termine del vertice Med9, ha risposto alle domande dei giornalisti sul caro-carburante. “Ci stiamo interrogando” spiega la premier “se sia più efficace spenderli in questo momento, in cui comunque ci sono misure di contenimento, o tenerle come provvista quando dovessero terminare quelle misure“.
Parole che trovano un’eco in quelle pronunciate dal leader del carroccio Matteo Salvini che, durante il question time alla Camera, ribadisce che “resta comunque al vaglio la possibilità di prorogare, con decreto del ministero dell’economia con il ministero dell’ambiente, le misure di riduzione delle accise mediante l’utilizzo dell’extragettito IVA stimato per il mese di settembre 2026“.
Nel frattempo, i prezzi del carburanti restano alti e, oltre all’ovvio effetto sul costo del pieno, una nuova stangata è già dietro l’angolo: potrebbero aumentare anche i prezzi dei biglietti aerei e alcune tratte potrebbero addirittura essere a rischio. Il jet fuel è infatti arrivato a pesare per i 31% sui costi operativi delle compagnie.
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