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4 mesi agoon
Un nuovo sviluppo nell’inchiesta sull’attacco informatico che ha colpito la nave Fantastic della compagnia Gnv. Dopo il primo arresto, le autorità hanno fermato un secondo marinaio, ritenuto coinvolto nell’operazione hacker che aveva messo in difficoltà i sistemi di bordo dell’unità navale.
La Procura di Genova ha disposto il fermo di un secondo soggetto nell’ambito dell’indagine sull’attacco hacker alla nave Fantastic. Si tratta di un cittadino lettone, individuato come uno dei presunti responsabili dell’azione informatica che aveva compromesso il corretto funzionamento dei sistemi della nave.
L’uomo è stato intercettato e fermato mentre si trovava a bordo di una nave nel porto di Napoli. L’operazione è stata condotta dalle forze dell’ordine italiane, che hanno eseguito il provvedimento disposto dall’autorità giudiziaria genovese.
Il giudice competente di Napoli ha convalidato il fermo nella giornata odierna. Contestualmente, è stata emessa una misura di custodia cautelare nei confronti del marinaio, ritenuto a rischio di fuga e coinvolto in un reato di particolare gravità.
Dopo la convalida del fermo, il giudice partenopeo ha dichiarato la propria incompetenza territoriale sul caso. Gli atti dell’indagine sono stati quindi trasmessi alla Procura di Genova, che coordina l’inchiesta principale sull’attacco hacker.
La Procura di Genova è titolare dell’indagine fin dalle prime fasi, poiché l’attacco informatico ha coinvolto una nave della compagnia Gnv, storicamente legata allo scalo ligure. Gli inquirenti stanno ricostruendo con precisione le responsabilità individuali e la dinamica dell’azione.
L’attacco hacker aveva colpito i sistemi informatici della nave Fantastic, una delle unità della flotta Gnv. L’episodio aveva sollevato forti preoccupazioni per la sicurezza della navigazione e per la vulnerabilità delle infrastrutture digitali nel settore marittimo.
Gli investigatori ipotizzano che l’attacco non sia stato un gesto isolato, ma il risultato di un’azione coordinata tra più soggetti. Il fermo del secondo marinaio rafforza l’idea di un coinvolgimento diretto dell’equipaggio o di una parte di esso.
Il cittadino lettone fermato a Napoli è ora a disposizione dell’autorità giudiziaria genovese. Nei prossimi giorni potrebbe essere interrogato per chiarire il suo ruolo specifico nell’attacco e i suoi eventuali collegamenti con altri indagati.
Il caso riaccende il dibattito sulla sicurezza informatica delle navi e sulla necessità di rafforzare i sistemi di protezione digitale nel settore marittimo. Gli attacchi cyber rappresentano una minaccia crescente per il trasporto via mare e per le infrastrutture strategiche.
L’inchiesta prosegue con l’analisi dei dispositivi informatici sequestrati e con ulteriori accertamenti sui movimenti dei soggetti coinvolti. La Procura di Genova punta ora a delineare un quadro completo delle responsabilità e a chiarire se vi siano altri complici ancora da individuare.
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