Published
1 ora agoon
Lo diciamo subito: Backrooms è stato una vera delusione. La pellicola, che prometteva di essere il film horror dell’anno, purtroppo si è rivelata confusa, insipida e ben poco convincente.
Ma andiamo con ordine: di cosa parla Backrooms? Basato sull’omonima e fortunata creepypasta, il film, ambientato negli anni ’90, racconta di un misterioso luogo liminale e apparentemente senza senso costituito da una lunga serie di camere gialle dall’architettura sempre più confusa. Clark, un uomo disilluso e arrabbiato che è stato appena lasciato dalla moglie, trova per puro caso un passaggio verso questa dimensione nel seminterrato del suo negozio di mobili.

Clark decide di esplorare queste stanze misteriose e, quando la sua psicologa, la dottoressa Kline, mostra dubbi sulla natura dei suoi racconti, è deciso a portarle una prova e a dimostrarle di stare dicendo la verità: ma ben presto le cose sfuggono al suo controllo.
Sulla carta Backrooms aveva tutte le carte in regola per essere un buon film, a patto che riuscisse a trasformare l’atmosfera della celebre leggenda metropolitana in una storia – ma, purtroppo, ha fallito su tutta la linea. La lore dietro le backrooms resta, infatti, pressocché inesplorata, a tratti confusa (cosa c’entra un’azienda che produce macchinari per risonanze magnetiche con una dimensione che sembra replicare i ricordi di coloro che vi si inoltrano?).
La trama stessa della pellicola si muove in tondo, con una serie di hint che non vengono mai seguiti fino in fondo – a un certo punto pareva quasi che la dottoressa Kline fosse già stata nelle backrooms a causa di alcune sue reazioni a ciò che Clark stava raccontando, per poi però cambiare totalmente direzione – e un affastellarsi di personaggi dalla caratterizzazione incerta. Questo forse è il problema maggiore, data la natura “psicologica” che il regista ha voluto dare alle backrooms: i personaggi non sono approfonditi, non li conosciamo mai del tutto bene e non ci affezioniamo a loro.

Dopo un primo tempo decisamente migliore del secondo, Backrooms si chiude con un finale aperto che, più che spaventare, annoia. Vale la pena vederlo? Forse, e solo se non avete di meglio da vedere. Peccato.
___
Potrebbe interessarti anche:
Il Sud cresce più del Nord, Manfredi: “La vera scommessa è qui”
___
Continua a seguirci su Facebook e scopri gli ultimi aggiornamenti cliccando qui.


