Connect with us

la settimana tv

Bridgerton: la terza stagione è all’altezza delle precedenti?

Published

on

bridgerton

Quattro episodi non sono poi molti, ma sono bastati a placare, almeno un po’, la sete di pettegolezzi regency e capigliature improbabili che accomuna tutti gli amati della serie Bridgerton. Ma questa terza stagione è stata, per adesso, all’altezza delle precedenti?

Sui social le opinioni si dividono: c’è chi ha apprezzato e chi, invece, non riesce più a sentire le farfalle nello stomaco. Probabilmente, come spesso accade, la verità sta nel mezzo.

Bridgerton: di cosa parla questa stagione?

La storia principale di questa stagione segue le (dis)avventure della bella Penelope, che, oltre a continuare a scrivere e pubblicare le proprie controverse opinioni sulla Stagione nascondendosi dietro lo pseudonimo di Lady Whistledown, questa volta è ben decisa a trovare marito. Non per amore – il suo cuore appartiene solo a Colin Bridgerton che, però, nella scorsa stagione non sembrava affatto contraccambiare il suo interesse – ma per conquistare almeno un frammento di libertà e sottrarsi all’influenza ingombrante della propria famiglia.

Per imparare a padroneggiare l’arte della seduzione e del flirt chiede aiuto proprio a Colin e sembra che le sue “lezioni” diano i suoi frutti quando Penelope attira l’attenzione del naturalista Lord Debling. Ma l’imprevisto, nell’alta società, è sempre dietro l’angolo! E questo Lady Whistledown lo sa meglio di chiunque altro…

Ma dove sono finite le farfalle?

Anche in questa stagione, Bridgerton si conferma una gioia per gli occhi: gli abiti, i colori, la fotografia e la location sono sempre tanto deliziosi quanto storicamente imprecisi – e va bene così: la serie non ha mai voluto essere un trattato storico. La storia di Penelope è ben costruita e lo sono anche le trame secondarie dedicate a Lady Francescache, poverina, vorrebbe solo un attimo di silenzio – e di Eloise. Ma perché, allora, c’è chi non ha amato queste quattro puntate?

I motivi principali, secondo me, sono tre: il primo è che è sempre difficile replicare l’effetto di un esordio. Ormai, ahinoi, ci siamo abituati al sapore di Bridgerton, ai suoi sospiri e alle regole della società che, nella prima stagione, ci avevano tanto colpito. L’infatuazione non è eterna, e questo vale non solo per le relazioni ma anche per le storie: a tentare di replicare più volte lo stesso risultato, si finisce con l’attenuare le sensazioni che un certo tipo di narrazione scatena nello spettatore.

Il secondo motivo, invece, è semplicemente che manca la suspence legata al mistero dell’identità di Lady Whistledown: da quando abbiamo scoperto che dietro questo pseudonimo si nasconde la penna di Penelope, alla serie manca qualcosa. È vero che questo non è mai stato il punto centrale di Bridgerton – ma è innegabile che desse un po’ di pepe a tutta la storia.

Terzo e ultimo motivo, ma non per importanza, è che, purtroppo, Colin Bridgerton non è affatto fascinoso come i precedenti Lord protagonisti degli archi precedenti. Il contrasto tra la sua personalità e la pressione della società è stato mostrato troppo poco per renderlo un personaggio drammatico e il giovane rampollo finisce per sembrare un borioso lord che ha davvero poco da dire. Peccato: speriamo che possa guadagnare punti nella seconda parte della stagione, che sarà rilasciata il 16 giugno.

Per fortuna, nel frattempo, Penelope riesce a essere affascinante per entrambi.

bridgerton

Vale la pena vedere questa stagione di Bridgerton?

Insomma, in conclusione: vale la pena vedere Bridgerton? La mia risposta è che sì, vale la pena di vedere anche questa stagione, purché si tenga a mente che le farfalle dello stomaco provate col primo amore, e con la prima stagione, ormai hanno spiccato il volo.

______

Continua a seguirci su Facebook, su Instagram, Twittere Waveful! Ricevi tutte le notizie sul tuo cellulare iscrivendoti al canale Telegram.

Scopri gli ultimi aggiornamenti cliccando qui.

Continue Reading
Click to comment

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Direttore responsabile: Maurizio Cerbone Registrazione al Tribunale di Napoli n.80 del 2009 Editore: Komunitas S.r.l.s. - P.IVA 08189981213 ROC N° 26156 del 25 gennaio 2016