Autore Aiello Russo – Bianconeri obbligati a vincere per le residue speranze Champions
Derby da dentro o fuori
Il derby della Mole chiuderà la stagione di Torino FC e Juventus con un peso enorme, tra ambizioni europee, tensioni societarie e futuro degli allenatori ancora tutto da scrivere. Per Roberto D’Aversa potrebbe essere l’ultima panchina granata: il contratto è in scadenza e i contatti per il rinnovo restano freddi. Dall’altra parte Luciano Spalletti si gioca molto più di una partita. Nonostante l’accordo fino al 2028, il ko contro la Fiorentina e il rischio di restare fuori dalla Champions hanno rimesso tutto in discussione.
Una storia quasi sempre bianconera
La tradizione recente racconta un derby dominato dalla Juventus. I bianconeri sono imbattuti da 21 stracittadine consecutive e negli ultimi 39 confronti hanno perso soltanto una volta contro il Toro. L’unico successo granata resta il 2-1 del 26 aprile 2015, firmato da Quagliarella e Darmian. Anche il presidente Urbano Cairo sogna un’impresa storica: da numero uno del club ha vinto un solo derby su 33 disputati.
Le scelte degli allenatori
D’Aversa punta sull’esperienza offensiva di Zapata e Simeone per provare a colpire la difesa juventina. Spalletti, invece, si affiderà a Vlahovic, già decisivo nel derby del 2022. In difesa non mancano i problemi: Maripan e Bremer saranno assenti per squalifica. Nella Juve Gatti guiderà il reparto insieme a Kelly, mentre il Toro spera di recuperare Ismajli dopo un lungo stop muscolare.
Tensione sugli spalti e in città
L’atmosfera in città è già caldissima. Il Torino ha deciso di aprire ai tifosi la rifinitura al Filadelfia per caricare l’ambiente, mentre la Juventus continua il ritiro blindato alla Continassa
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