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Il fermo nella notte a Milano
Giuseppe Calabrò è stato fermato la notte scorsa dagli agenti della Squadra Mobile di Milano. L’uomo, che si trovava in stato di libertà nonostante una condanna all’ergastolo in primo grado, era stato riconosciuto colpevole il 4 febbraio scorso dalla Corte d’Assise di Como per l’omicidio aggravato di Cristina Mazzotti, uno dei sequestri di persona più drammatici e simbolici degli anni di piombo.Il provvedimento di fermo è stato disposto dai pubblici ministeri Paolo Storari, Pasquale Addesso e Stefano Ammendola, che hanno ravvisato un concreto e attuale pericolo di fuga.
Il sequestro e la morte di Cristina Mazzotti
Cristina Mazzotti fu rapita la sera del primo luglio 1975 a Eupilio, in provincia di Como. Aveva solo 18 anni. La giovane venne segregata in una buca a Castelletto Ticino, in condizioni disumane: senza sufficiente aerazione, senza possibilità di muoversi e sottoposta alla somministrazione di massicce dosi di tranquillanti ed eccitanti.Secondo quanto ricostruito dai giudici, proprio queste condizioni portarono volontariamente alla sua morte, avvenuta a Galliate, nel Novarese. Calabrò faceva parte del commando che organizzò e portò a termine il rapimento.
Le nuove indagini e il ruolo nella criminalità organizzata
La figura di Calabrò è tornata al centro dell’attenzione giudiziaria anche nell’ambito dell’indagine “Doppia Curva”, coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Milano. L’inchiesta ha fatto emergere le infiltrazioni della criminalità organizzata calabrese nel tifo organizzato di FC Internazionale e AC Milan.Secondo gli investigatori, Calabrò “vantava e vanta, nella sua attualità, una fama criminale” tale da consentirgli di interloquire su un piano di sovraordinazione con esponenti di primo piano della ’ndrangheta, sia al Nord che in Calabria.
Il pericolo di fuga e il volo prenotato
Nel provvedimento di fermo si sottolinea come questa rete di relazioni garantirebbe all’imputato appoggi logistici e patrimoniali in grado di favorirne la latitanza e l’impunità. Un rischio diventato ancora più concreto alla luce della prenotazione di un volo Milano–Reggio Calabria fissato per le 8.35 di oggi.Elementi che, per la Procura, rendono necessario l’intervento immediato per evitare la fuga di un uomo condannato all’ergastolo per uno dei più gravi delitti della storia criminale italiana.


