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5 giorni agoon
Se la guerra in Iran avrà una lunga durata, c’è rischio che l’Europa cada in recessione. È l’allarme lanciato dall’agenzia di rating Standard and Poor’s che taglia in maniera netta le stime di crescita dell’Italia allo 0,4% rispetto alla precedente previsione (+0,8%).
Il PIL italiano si dimezza allo 0,4% e se la crisi del prezzo del petrolio dovessi rivelarsi più duratura, l’inflazione potrebbe superare il 5% a maggio-giugno e quindi l’economia europea si ritroverebbe ad affrontare a una recessione tecnica a metà anno.
Se la guerra dovesse proseguire, l’aumento dei costi energetici e le interruzioni delle catene di approvvigionamento “peseranno sulla crescita e alimenteranno l’inflazione, complicando il quadro relativo ai tassi di interesse”.
Stando a quanto viene riportato da Global Economic Outlook, l’Italia è tra più colpiti dallo shock energetico.
Il governatore della Banca d’Italia, Fabio Panetta, invita gli investitori a tenere in considerazione della situazione finanziaria al momento; dunque, la delicata situazione energetica pesa anche sulla stabilità economica dei cittadini italiani.
Inoltre, si ipotizza che anche per il 2027 e il 2028 il PIL italiano non avrà una situazione rosea: si pensa a uno -0,1% per il prossimo anno e un +0,7% fra due anni.
La crisi pensa anche sulla Germania e la Francia; la crescita del primo Paese passa a +0,8% da +1,1%, mentre in territorio francese da +1% andiamo a +0,8%. Mentre la Spagna si aggira sul 1,9%.
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