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Epatite A: Napoli e la provincia stop i frutti di mare. I medici: «Casi sopra la media, ma nessuna epidemia»

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NAPOLI – Un fronte comune tra autorità sanitarie, forze dell’ordine e amministrazioni locali si è alzato per arginare l’impennata di casi di Epatite A che sta interessando il napoletano e diverse aree della Campania. Mentre i controlli della Polizia Locale si intensificano nel cuore della città, il messaggio che arriva dagli esperti dell’ospedale Cotugno è improntato alla cautela ma anche alla rassicurazione: i numeri sono certamente superiori alla norma, ma la situazione resta sotto controllo.

Il bollettino del Cotugno: pazienti in aumento, ma quadro non critico

I dati aggiornati alle ore 13.00 di domenica 22 marzo delineano un quadro di forte pressione sul presidio infettivologico di riferimento. All’ospedale Cotugno si sono registrati 8 nuovi casi di epatite virale HAV in poche ore, portando il totale dei pazienti ricoverati nei reparti di degenza a quota 54.

Nonostante la preoccupazione, la Direzione dell’Azienda Ospedaliera dei Colli invita a non cedere all’allarmismo. «Le condizioni cliniche dei pazienti ricoverati non presentano aspetti di criticità», si legge nella nota ufficiale. I sanitari ribadiscono che, sebbene ci si trovi davanti a un’impennata insolita, non si può parlare di una vera e propria epidemia. Resta però fondamentale la prevenzione: il consiglio degli esperti è quello di vaccinare i soggetti fragili e, soprattutto, di osservare la massima attenzione nel rispetto delle raccomandazioni igieniche.

Tolleranza zero nei vicoli: i controlli della Polizia Locale

Parallelamente al monitoraggio sanitario, è scattata la controffensiva sul territorio. Gli agenti della Polizia Locale hanno setacciato le piazze e i vicoli del centro di Napoli per verificare il rispetto dell’Ordinanza Sindacale n. 4/2026. Il provvedimento parla chiaro: vige il divieto assoluto di somministrazione e consumo di frutti di mare crudi.

Le verifiche hanno interessato punti nevralgici come piazza Carità, piazza Bovio e piazza San Domenico Maggiore, spingendosi fin dentro il cuore dei quartieri di Montecalvario. In via Speranzella, vico Lungo Gelso, via Teatro Nuovo, vico Figurelle e vico San Sepolcro, gli agenti hanno passato al setaccio 12 esercizi di somministrazione. L’esito dei controlli ha restituito una fotografia rassicurante: zero violazioni riscontrate e nessun deferimento. Tutti i locali sono risultati pienamente conformi alle prescrizioni sanitarie, dimostrando una risposta responsabile da parte degli esercenti del centro storico.

Il fronte del divieto: da Anacapri alle province interne

L’allerta non resta confinata tra le mura della città. Il sindaco di Anacapri, Francesco Cerrotta, alla luce delle segnalazioni dell’Asl Napoli 1, ha firmato un’ordinanza urgente a tutela della salute pubblica. Il provvedimento impone a tutti gli esercizi pubblici il divieto di somministrazione di molluschi crudi e raccomanda ai cittadini di evitare il consumo anche tra le mura domestiche.

Misure analoghe sono state adottate a Capri e in numerosi comuni della provincia, ma il raggio d’azione si sta allargando: ordinanze di divieto si stanno moltiplicando anche nelle province di Benevento e Avellino. La strategia è chiara: contenere e annullare ogni possibile rischio di contagio finché l’Asl non avrà acquisito valutazioni aggiornate sull’andamento del fenomeno.

Il crollo delle vendite

Tuttavia, l’emergenza sanitaria sta portando con sé pesanti conseguenze economiche. Nelle pescherie e nella grande distribuzione si registra un brusco calo degli acquisti. Sebbene la vendita di frutti di mare regolarmente tracciati non sia vietata e il consumo del prodotto ben cotto sia ritenuto assolutamente sicuro, il timore tra i consumatori resta.

Le amministrazioni e i medici continuano a ripetere lo stesso appello: la responsabilità individuale, il rispetto delle norme igienico-sanitarie e la rinuncia temporanea al consumo di crudo sono le uniche armi per fermare la diffusione del contagio e riportare la situazione alla normalità.

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