Al vertice de L’Aja sostegno politico a Kiev, ma senza riferimenti all’adesione o a impegni economici vincolanti. Sparisce la linea del “percorso irreversibile”.
Durante il summit NATO tenutosi all’Aja, i Paesi membri dell’Alleanza Atlantica hanno riaffermato il loro sostegno all’Ucraina, definendolo un “impegno sovrano”. È quanto emerge dalla dichiarazione finale dell’incontro, nella quale, tuttavia, non figurano riferimenti a un futuro ingresso dell’Ucraina nell’Alleanza né nuovi impegni economici precisi.
Una scelta di tono più prudente rispetto a quanto avvenuto lo scorso anno a Washington, dove venne stabilito il principio del “percorso irreversibile” per l’adesione ucraina. Questa volta, quella prospettiva viene accantonata, probabilmente per motivi diplomatici o per mantenere un equilibrio tra i membri più cauti dell’Alleanza.
Assenti anche gli impegni finanziari previsti nel 2024, quando si parlava di 40 miliardi di euro l’anno di sostegno a Kiev. Oggi, il sostegno viene descritto in termini più aperti, affidato alla discrezione e alla volontà dei singoli Stati.
Nel documento si legge: “Gli alleati restano uniti di fronte a profonde minacce e sfide alla sicurezza, in particolare la minaccia a lungo termine rappresentata dalla Russia per la sicurezza euro-atlantica e la persistente minaccia del terrorismo”. Ma manca una definizione chiara dell’invasione russa come “guerra di aggressione”.
In sintesi, il vertice olandese conferma solidarietà politica e strategica verso Kiev, ma rinvia ogni decisione concreta sull’ingresso dell’Ucraina nella NATO o su nuove risorse. Un documento che riflette le tensioni interne all’Alleanza e una fase geopolitica in evoluzione.