Published
2 ore agoon
Un episodio agghiacciante scuote la provincia di Bergamo e riaccende i riflettori su uno dei casi di femminicidio più drammatici degli ultimi mesi. Il corpo di Pamela Genini, la modella 29enne uccisa lo scorso 15 ottobre a Milano dall’ex compagno Gianluca Soncin, sarebbe stato trafugato e decapitato all’interno del cimitero di Strozza.
Secondo le prime ricostruzioni, ignoti avrebbero aperto la bara della giovane nella giornata di lunedì 23 marzo, compiendo un gesto di inaudita violenza: il corpo sarebbe stato mutilato, con l’asportazione della testa. Il cadavere è stato immediatamente posto sotto sequestro dall’autorità giudiziaria, mentre la Procura di Bergamo ha avviato un’indagine per identificare i responsabili. Al momento non risultano immagini utili: nell’area non sarebbero presenti telecamere di sorveglianza.
La vicenda si inserisce in una storia già segnata da brutalità e sofferenza. Pamela Genini era stata uccisa a coltellate nella sua abitazione milanese, in zona Gorla, dall’ex compagno 52enne, che era riuscito a introdursi in casa grazie a una copia delle chiavi procurata di nascosto. La giovane, al momento dell’aggressione, era al telefono con un ex fidanzato, al quale stava confidando le proprie paure legate alla persecuzione dell’uomo.
Il loro rapporto, durato circa un anno, era diventato nel tempo un incubo fatto di violenze fisiche, minacce e controllo ossessivo. Pamela aveva più volte manifestato la volontà di chiudere definitivamente quella relazione e ricominciare, ma si trovava intrappolata in una spirale di abusi. Aveva condiviso con un’amica immagini dei segni sul corpo: lividi, ematomi, tracce di aggressioni quotidiane.
Di madre russa e padre italiano, originario della provincia di Bergamo, Pamela aveva cercato di costruirsi un futuro nel mondo dello spettacolo. Aveva partecipato al reality “L’Isola di Adamo ed Eva” e, più recentemente, aveva fondato un marchio di moda mare Made in Italy insieme a un’amica influencer.
Ora, a mesi dalla sua morte, un nuovo gesto di profanazione riapre ferite ancora vive e pone interrogativi inquietanti. Gli inquirenti stanno lavorando senza sosta per fare luce sull’accaduto e comprendere le motivazioni dietro un atto tanto estremo quanto incomprensibile.
___
Continua a seguirci su Facebook e scopri gli ultimi aggiornamenti cliccando qui.


