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A Bergamo si è consumato un nuovo caso di femminicidio che ha scosso profondamente la comunità. Vincenzo Dongellini, 49 anni, ha ucciso la moglie Valentina Sarto, 41 anni, accoltellandola ripetutamente alla schiena e al collo nella loro abitazione. I due erano sposati dal 24 maggio 2025, ma la relazione durava da oltre dieci anni. Dopo l’aggressione, l’uomo avrebbe tentato il suicidio, procurandosi ferite superficiali alle braccia e dichiarando di aver ingerito candeggina. Trasportato all’ospedale Papa Giovanni XXIII, è stato dimesso poche ore dopo e trasferito nel carcere di via Gleno, dove si trova ora con l’accusa di omicidio.
Nelle prossime ore Dongellini sarà interrogato dal sostituto procuratore Antonio Mele, che coordina le indagini, e successivamente dal giudice per le indagini preliminari. Gli investigatori stanno ricostruendo nel dettaglio la dinamica dell’accaduto e il contesto familiare in cui è maturato il delitto. Al vaglio degli inquirenti ci sono eventuali precedenti episodi di violenza e segnali che possano aver anticipato la tragedia, nel tentativo di delineare un quadro completo della vicenda.
Determinante per l’inchiesta è anche la testimonianza di Moris Panza, con cui la donna aveva intrapreso una relazione dallo scorso febbraio. L’uomo ha raccontato di aver più volte invitato Valentina a denunciare il marito e di averla accompagnata dai carabinieri nei giorni precedenti per chiedere consigli. Tuttavia, la donna avrebbe deciso di aspettare ancora qualche giorno, nella speranza di un miglioramento della situazione. Secondo quanto riferito, il rapporto tra i coniugi si sarebbe incrinato dopo il matrimonio e, negli ultimi mesi, sarebbero emersi episodi di insulti e violenze fisiche. Una vicenda che riaccende il dibattito sulla violenza di genere e sulla necessità di intervenire tempestivamente per prevenire tragedie come questa.
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