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Mentre le luci della ribalta televisiva celebrano il coraggio e la determinazione di una preside diventata simbolo nazionale di riscatto educativo, una dolorosa vicenda di cronaca personale torna ad affacciarsi sotto i riflettori. È la storia di Eugenia Carfora, dirigente scolastica di Caivano, ispiratrice della fiction Rai “La Preside”, interpretata da Luisa Ranieri, che proprio alla prima puntata ha registrato un successo straordinario: il 27% di share, pari a 4 milioni e 814 mila spettatori.
Dietro il racconto televisivo di una donna che combatte quotidianamente contro dispersione scolastica, criminalità e marginalità sociale, si nasconde però un capitolo complesso e sofferto della sua vita privata e professionale. Un capitolo che oggi è al centro di un processo per stalking in corso al tribunale di Napoli Nord.
Sotto processo c’è Giuseppina Giugliano, ex collaboratrice scolastica, accusata di atti persecutori nei confronti della preside Carfora. Secondo l’impianto accusatorio, la donna avrebbe tempestato la dirigente di mail, messaggi e comunicazioni via social, dando vita a una condotta reiterata e invasiva tale da configurare il reato di stalking.
La vicenda giudiziaria si intreccia con una precedente storia che, all’inizio del 2023, aveva attirato l’attenzione dei media nazionali. Giugliano era infatti diventata un caso mediatico per aver dichiarato di recarsi ogni giorno da Napoli a Milano per lavorare come bidella al liceo “Boccioni”. Una scelta raccontata come estrema e sacrificante, motivata – secondo la donna – dall’impossibilità economica di trasferirsi stabilmente nel capoluogo lombardo.
In un primo momento, la storia aveva suscitato un’ondata di solidarietà. Tuttavia, con il passare delle settimane, erano emerse incongruenze. Si scoprì infatti che quei viaggi quotidiani non sarebbero stati così frequenti come inizialmente raccontato e che la collaboratrice scolastica aveva usufruito di un lungo periodo di assenza per malattia.
Nel novembre dello stesso anno, la cosiddetta “pendolarità estrema” giunse comunque al termine: Giugliano venne assegnata, seppur in via provvisoria, a una scuola più vicina a casa, l’istituto Morano di Caivano, diretto proprio da Eugenia Carfora.
È qui che, secondo quanto emerso dalle indagini, iniziano i problemi più gravi. Nel corso del 2024, la dirigente scolastica avrebbe contestato formalmente a Giugliano una serie di assenze prolungate ritenute non giustificate. Le contestazioni avrebbero avviato l’iter disciplinare che si è concluso con il licenziamento della collaboratrice scolastica.
Dopo la perdita del posto di lavoro, la situazione sarebbe degenerata. La Giugliano avrebbe iniziato a inviare in modo insistente messaggi, email e comunicazioni attraverso i social network alla preside Carfora, dando luogo – secondo l’accusa – a un comportamento persecutorio continuato nel tempo.
A seguito della denuncia presentata dalla dirigente scolastica, l’autorità giudiziaria ha emesso un’ordinanza restrittiva che vietava alla donna di avvicinarsi ai luoghi frequentati dalla preside e di comunicare con lei attraverso qualsiasi mezzo, anche telematico.
Nonostante ciò, secondo la Procura di Napoli Nord, la Giugliano avrebbe più volte violato le prescrizioni imposte. Proprio per le reiterate violazioni dell’ordinanza, nei mesi scorsi è stato disposto il suo arresto e il trasferimento agli arresti domiciliari.
Ma nemmeno questa misura sarebbe bastata a interrompere i comportamenti contestati. Nell’ottobre scorso, infatti, la donna è finita in carcere, dove è rimasta per circa due mesi. Successivamente, il Tribunale del Riesame ha disposto nuovamente per lei la misura dei domiciliari, sotto la quale si trova tuttora, in attesa della definizione del processo penale.
Il procedimento per stalking è tuttora pendente: la prossima udienza è fissata per il 23 febbraio. Giuseppina Giugliano è difesa dall’avvocato Corrado Coppola. Parallelamente, la donna sta affrontando anche un procedimento civile, giunto al secondo grado di giudizio, relativo al licenziamento. In questa sede è assistita dall’avvocato Veronica Ascolese.
La vicenda giudiziaria restituisce un’immagine complessa e dolorosa del prezzo personale che può accompagnare l’esposizione pubblica e il ruolo di chi opera in contesti difficili. Mentre la fiction Rai racconta una preside determinata a non arrendersi e capace di cambiare il destino di una scuola e di un territorio, nella realtà Eugenia Carfora si è trovata a dover affrontare anche una lunga e logorante battaglia giudiziaria.
Un contrasto forte tra la narrazione televisiva e la cronaca, che rende ancora più evidente quanto il ruolo di dirigente scolastica in territori complessi non sia solo una sfida educativa, ma anche umana e personale.
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