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Cinema

La caduta della casa degli Usher // RECENSIONE

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La caduta della casa degli Usher è uscita su Netflix il 12 ottobre, e ancora oggi, si trova nella Top 10 delle serie più viste della piattaforma – per essere precisi, al nono posto. Il successo di questa serie è davvero giustificato?

La caduta della casa degli Usher: di cosa si tratta?

La caduta della casa degli Usher è una miniserie horror composta da 8 episodi, ideata da Mike Flanagan.  Ogni episodio si rifà a un racconto breve, poema o poesia, di Edgar Allan Poe. Non a caso, escluso il primo, i titoli dei restanti sette episodi portano i nomi delle sue opere.

Tutte le puntate hanno tuttavia un filo conduttore: la famiglia Usher.

Di cosa parla?

La storia inizia con il funerale di tre membri della famiglia Usher.

Usher ha sei figli, due nati dal primo matrimonio, quattro avuti da storie fugaci. Essendo lui stesso – insieme alla sorella – nati da una storia extraconiugale della madre con il suo datore di lavoro, ha sempre avuto una regola sacra: non chiudere mai le porte ai propri figli, a differenza di quello che aveva fatto suo padre non riconoscendo mai né lui né Madeline.

Il giornalista e avvocato Auguste Dupin accusa la casa farmaceutica “Fortunato”, appartenente alla famiglia Usher, di aver ucciso e insabbiato varie persone con sperimentazioni illegali di farmici e dipendenze. Roderick decide di avere una conversazione con Dupin, nella quale racconterà come è morto ognuno dei suoi sei figli nelle ultime due settimane.

L’orrore del cuore umano

Le ambientazioni sono tetre, in linea con ciò che stiamo guardando. Nella serie sono presenti alcuni elementi soprannaturali che, in quanto tali, restano effettivamente inspiegabili – a meno che non li si giustifichi come allucinazioni che hanno il solo scopo di strappare un brivido allo spettatore. Il punto focale della serie però non è questo: il vero orrore di cui parla, infatti, è quello conservato nel cuore di ogni essere umano. La vera crudeltà è nell’avarizia, nella sete di potere e del denaro – appetiti che, qui, sono portati all’estremo.

I protagonisti de La caduta della casa degli Usher, per saziare la propria fame, agiscono spietati, incuranti di ciò che salverebbe la loro umanità: i legami. E questo condurrà alla inesorabile loro caduta.

Droga, egoismo e personaggi senza valori

Devo dire che, sebbene apprezzi il genere horror, trovo invece un po’ noiosa l’esaltazione delle droghe – facilmente fraintendibile da un pubblico meno smaliziato – dei rapporti ambigui e del sesso estremo.

Nonostante le premesse positive, ne La caduta della casa degli Usher questa narrazione viene estremizzata e i personaggi non portano avanti nemmeno i propri valori, risultando incoerenti – per esempio, Roderick  è disposto a “tutto per la famiglia”, ma, a causa delle scelte dei personaggi, non c’è davvero una famiglia.

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