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2 anni agoon
Per ogni modo che ha a disposizione il nostro corpo per procurarci dolore, ce n’è uno che possiamo usare per procurarci gioia e piacere. Questo è il fondamento della nostra scienza, il nostro punto di partenza.
Certe storie corrono e sono fatte per essere divorate, mandate giù in un solo sorso e per essere digerite in fretta. Lettera d’amore in scrittura cuneiforme, romanzo di Tomáš Zmeškal portato in Italia da Safarà Editore, non è una di queste: questa è una storia lenta, una tenerezza atroce e straziante che si consuma piano, come una candela – non una coltellata dritta al petto, ma cera bollente sulla pelle, una goccia d’acqua che, inesorabile, scava anche un cuore di pietra.
Dolore, piacere, odio, amore – Zmeškal conosce le corde dell’animo umano e se le attorciglia intorno alle dita in un gioco tormentoso fatto di tensioni estreme e sollievi fugaci che nascono da fantasie o forse deliri. La realtà, grigia e pesante, incombe sulle piccole esistenze dei personaggi di questo romanzo, vite recise dal peso della Storia che, forse in un altro mondo – ma non in questo – sarebbero potute restare intere.

Cose, gente e idee dai nomi pomposi e privi del benché minimo senso dell’umorismo hanno sempre fatto carriera.
Immaginate di prendere una foto scattata a un matrimonio e poi di tagliarla in tante piccole strisce, di prendere quei pezzetti di carta e di mescolarli in un vaso di vetro: Lettera d’amore in scrittura cuneiforme potrebbe essere descritto così.
La struttura di questo romanzo non è affatto lineare – è frammentata, spezzata come le vite dei suoi personaggi, ma, nonostante questo, la voce di Zmeškal non è mai confusa e resta sempre limpida. Man mano che le pagine si accumulano e noi, come fossimo immersi nella mente dei protagonisti, passiamo dal presente al passato e addirittura al futuro, i fili aggrovigliati che compongono le vite di Josef, Květa e Hynek, di Alice, Maximilián e Krystof si distendono davanti ai nostri occhi, sfiorando, per appena un istante, quelle di un ladro virtuoso, di un pasticcere ricoverato in una clinica e quella di uno psichiatra rassegnato e confuso.
Come hanno fatto, queste vite così diverse e distanti, a incontrarsi? Cosa c’è di vero in quello che leggiamo? Cosa resta di quella foto distrutta? L’autore non alza mai la voce ma risponde a tutte le nostre domande sussurrandoci all’orecchio una storia segreta e crudele fatta di scelte terribili, azioni immorali, amori immensi, legami mutilati e, soprattutto, di umana pietà.
Le parole, pudiche e acquattate, si limitano a esprimere la geometria del potere. Niente di più, niente di meno.
La lama della storia recente della Repubblica Ceca cala come una mannaia sulla vita dei protagonisti, ma, nonostante il peso che ha la Storia su questo romanzo, quello di Zmeškal è un libro lontanissimo dal trattato storico e politico.
Quello a cui assistiamo è infatti solo l’eco del colpo sferrato dalla violenza della dittatura che rimbalza sulle vite – piccole, minuscole, trascurabili – dei protagonisti. La Storia è fatta di persone e Lettera d’amore in scrittura cuneiforme riporta la prospettiva a uno sguardo tutto umano.
È una cosa folle, naturalmente, cos’altro, è da folli cercare di dimostrare l’affetto e l’amore.
Ma cosa taglia il filo spietato di questa lama? Ogni relazione parla una lingua propria, una lingua segreta che si modifica col tempo, un codice che solo gli amanti conoscono e possono decifrare e che, proprio per questo, se questi stessi amanti vengono forzosamente separati, si evolve in due vocabolari completamente differenti che nel corso del tempo diventano sempre più incomprensibili per l’uno e l’altra, fino a diventare indecifrabili.
Lettera d’amore in scrittura cuneiforme è il tentativo disperato di due innamorati di colmare una distanza artificiale e imposta, di ritrovare le parole per suturare una ferita profonda – il tentativo folle e straziante di guarire il cuore da un colpo fatale.
Le questioni più misteriose si nascondono sempre meglio alla luce del sole.
Se alcune delle linee che traccia la penna di Zmeškal si muovono nel solco del possibile e del reale, molte altre scivolano nel fantastico. A intervallare le storie strazianti dei protagonisti ci sono infatti degli interi capitoli dedicati a storie forse magiche e forse deliranti raccontate da alcuni personaggi secondari.
Un esperimento crudele condotto nel cuore del deserto; una fonte che regala l’immortalità; una macchina misteriosa e antica che diventa incomprensibile nel futuro – nelle parole dell’autore, la bizzarria e la follia si trasformano in un codice che il lettore può usare per comprendere il reale. Verità e menzogna, fantasia e realtà: la linea si fa sottile e, anche se non sparisce, alla fine del romanzo diventa semplicemente irrilevante.
Cosa importa se una cosa è accaduta fuori? L’unica cosa che importa è che sia accaduta dentro.
1. Lettera d’amore in scrittura cuneiforme è una storia che resta incisa nell’animo del lettore e che continuerà a tormentarlo per molto tempo: è un romanzo intenso e umano;
2. Si tratta di un libro insolito nella forma e nei contenuti che lega in maniera bizzarra e originale realtà e fantasia;
3. Zmeškal riesce a ricondurre tutto a una dimensione umana e a far provare al lettore sentimenti forti e autentici.
E così, finalmente, abbiamo smesso di essere creature immortali e siamo diventati di nuovo mortali, dunque persone.
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