L’allarme tsunami ha riguardato tutto il Pacifico – e non poteva essere altrimenti, visto che il terremoto di magnitudo 8.8 in Kamchatka è stato uno dei più forti mai registrati nell’estremo oriente russo – e se in Cina, nelle Filippine e alle Hawaii l’allerta è già rientrata, al punto di riaprire l’aereoporto internazionale di Honolulu, in Giappone sono due milioni le persone da evacuare. Anche la Polinesia francese non revoca l’allerta.
Intanto, le autorità russe rendono noto che un’onda anomala ha inonandato la città di Severo-Kurilsk, mentre i media locali parlano di uno tsunami di circa quattro metri che ha colpito il distretto di Elizovsky. Il Cremilino, per voce del portavoce Dmitry Peskov, fa sapere che “Grazie a Dio, non ci sono state vittime“. Gli effetti dello tsunami hanno raggiunto anche le coste della California, con livelli d’acqua elevata a Crescent City, al confine con l’Oregon e un’onda alta, però, solo mezzo metro.
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