Il TAR della Campania non ha dubbi: l’istituzione delle cosiddette “zone rosse” a Napoli è sostanzialmente illegittima – dentro le zone rosse, ricordiamo, era stato isttuito un “divieto di stazionamento” di soggetti “con atteggiamenti aggressivi, minacciosi e molesti.”
Le ragioni della sentenza del TAR
Ma questo, dice il TAR, viola i principi fondamentali della Costituzione, tra cui quello della libera circolazione. Una sentenza di quattordici pagine, in cui si legge che il Prefetto “ha introdotto msiucre straordinarie a carattere tendenzialmente permanente per far fronte a odinari e stratificati nel tempo problemi di ordine pubblico.” I problemi per cui sono state istituite le zone rosse sono “ordinari problemi di gestione dell’ordine pubblico che sono tipici delle grandi città caratterizzata da problemi, tensioni sociali e da grandi e crescenti flussi turistici” e che per questo si tratta per il TAR di “situazioni che devono essere affrontate e risolte utilizzando i normali strumenti previsti dall’ordinamento”.
Inoltre, la possibilità di continue proroghe viola “il principio di temporaneità degli effetti e dei provvedimento contingibili e urgenti”.
Le reazioni
Il prefetto non ha fatto attendere la propria risposta: la sentenza del TAR, promette, “sarà prontamente appellata innanzi al Consiglio di Stato”. Secondo il prefetto l’istituzione delle zone rosse avrebbe coniugato “libertà e sicurezza […] in modo proporzionato ed equlibrato, col minor sacrificio possibile degli interessi intercorrenti”.
Intanto, c’è già chi fa valare la bocciatura come una vittoria contro il Governo: Chiara Capretti e Pino De Stasio – i consiglieri municipali che hanno fatto ricorso – hanno definito la sentenza come “una bocciatura senza appello epr chi ha usato lo stato d’emergenza come pretesto per aggirare il confronto democratico” e anche come “una sconfitta politica per il Governo e per la sua strategia securitaria”.
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