Articolo di Federica Moccia- Il governo laburista britannico ha annunciato una nuova legge che vieta il consumo di energy drink agli under 16 come Red Bull, Monster e Prime in negozi, ristoranti, bar, distributori automatici e online, un provvedimento che rientra in una più ampia stretta per “proteggere la salute dei giovani” e garantire un futuro con abitudini alimentari più sicure.
Preoccupazioni per i giovani: consumo diffuso e rischi legati all’eccesso di caffeina
Si stima che fino a un terzo degli adolescenti nel Regno Unito consumi questo tipo di bevande ogni settimana, nonostante la maggior parte dei supermercati abbia già introdotto un divieto in forma volontaria per scoraggiarne l’abuso.
Il ministro della Sanità Wes Streeting ha spiegato che l’iniziativa dell’esecutivo guidato da Keir Starmer nasce per rispondere alle crescenti preoccupazioni di genitori, insegnanti e medici. Alcune delle bevande più popolari contengono infatti più caffeina di due tazze di caffè e possono avere conseguenze negative non solo sulla salute fisica, ma anche sul comportamento e sulla concentrazione degli studenti. Saranno invece esentate dal divieto le bevande a basso contenuto di caffeina, come la Coca-Cola Light.
Consultazione pubblica e l’appello di Jamie Oliver contro gli energy drink agli under 16

L’iter del nuovo provvedimento prevede una consultazione di 12 settimane in cui verranno ascoltati esperti della salute, rappresentanti dell’industria e associazioni di consumatori. Lo chef televisivo Jamie Oliver, da tempo impegnato in campagne di sensibilizzazione sull’alimentazione dei ragazzi, ha ripetutamente messo in guardia dagli effetti che gli energy drink possono causare.
“Stiamo parlando di tre o quattro dosi di espresso in una di queste lattine. Un sacco di zucchero. Quindi un vero incubo”: questo aveva denunciato, visibilmente scosso dalla questione, lo chef in un video pubblicato su X l’anno scorso. Già a giugno era entrato in vigore nel Regno Unito il bando sulla vendita di sigarette elettroniche usa e getta, un altro tassello della strategia del governo per tutelare giovani e giovanissimi da prodotti ritenuti nocivi.
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