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5 giorni agoon
Il torneo di Doha si prepara a partire con un tabellone degno di un grande evento, capace di attirare l’attenzione del circuito e degli appassionati. Nella capitale del Qatar saranno infatti presenti i primi due giocatori del ranking mondiale, Carlos Alcaraz e Jannik Sinner, affiancati da altri protagonisti di altissimo livello. Tra questi figurano tre top 10 — incluso Alexander Bublik — e complessivamente sette top 20, come Daniil Medvedev, Andrey Rublev, Jakub Mensik e Karen Khachanov. Un cast che conferma il crescente peso internazionale dell’appuntamento mediorientale.
Tra gli iscritti inizialmente compariva anche Novak Djokovic, ambasciatore del marchio Qatar Airways, ma il serbo ha poi deciso di rinunciare alla partecipazione, lasciando comunque un parterre di altissimo livello.
Il torneo si inserisce in una fase di cambiamento per il tennis mondiale. Il presidente dell’ATP, Andrea Gaudenzi, sta lavorando a un progetto ambizioso: dal 2028 potrebbe nascere un circuito “premium” con i Masters 1000 al centro del calendario e nuove tappe strategiche, tra cui un evento in Arabia Saudita. L’idea è rafforzare l’élite del tour, concentrando visibilità, sponsor e montepremi sui tornei di fascia più alta.
Questa prospettiva, però, genera interrogativi tra gli organizzatori degli eventi di categoria inferiore, come gli ATP 500 e 250. Alcuni temono di perdere rilevanza o addirittura di scomparire dal calendario, soprattutto nelle aree tradizionalmente meno ricche, come le tappe della tournée sudamericana. Altri, invece, forti di ingenti investimenti, guardano al futuro con ambizione: c’è chi sogna di essere promosso al rango di Masters 1000, seguendo l’esempio dei tornei sostenuti dai capitali del Golfo e ispirandosi ai progetti sportivi che stanno nascendo a Riad.
In questo scenario, il torneo di Doha diventa un simbolo del nuovo equilibrio del tennis globale: un evento non appartenente alla massima categoria ma capace, grazie a risorse economiche e prestigio crescente, di attirare un campo partecipanti paragonabile a quello dei tornei più importanti del circuito. Il futuro del tennis maschile potrebbe passare proprio da qui, dove sport, finanza e geopolitica si incontrano sempre più spesso sullo stesso campo.
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