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3 settimane agoon
La senatrice Ilaria Cucchi posta un video che ritrae gli ultimi attimi di vita di Moussa Diarra, il giovane 26enne del Mali ucciso a colpi di pistola da un poliziotto.
Il 20 ottobre 2024 il giovane Moussa Diarra perde la vita, ucciso da dei colpi di pistola da un agente della Polizia ferroviaria. A postare il video degli ultimi attimi del video del ragazzo è la senatrice Ilaria Cucchi. Secondo quanto riportato, aveva in mano un coltello che avrebbe innescato la reazione del poliziotto che determina la sua fine. La Cucchi definisce l’arma non pericolosa, la paragona a un coltello da tavola.
La Procura di Verona ha archiviato il caso definendo l’atto dell’agente come di “legittima difesa”, ma la famiglia di Moussa si oppone alla sentenza.
La senatrice descrive così la situazione del giovane: “In preda ad una crisi psichiatrica da frustrazione inflittagli dalla burocrazia cinica e violenta del nostro Paese. Giorni e giorni con appuntamenti andati a vuoto per ottenere il rinnovo del permesso di soggiorno che per lui era vitale. Quel lavoro gli serviva per rimanere in Italia e per contribuire al mantenimento della sua famiglia in Mali. Dallo zainetto che conteneva tutta la sua vita ha estratto una posata che usava per mangiare e l’ha usata in modo scomposto per minacciare un agente della Municipale che ha subito compreso lo stato di quel ragazzo incensurato e disperato“.
Ilaria Cucchi si scaglia anche contro il Ministro dei Trasporti Matteo Salvini, che aveva commentato con “non ci mancherà” la morte del giovane nei social. La senatrice critica l’atteggiamento e afferma che ricorda quello del Presidente Donald Trump durante gli ultimi avvenimenti in Minneapolis.
Risponde così Matteo Fiorio, avvocato dell’agente: “Non è assolutamente vero che il ragazzo fosse inseguito dai poliziotti: sono stati invece gli agenti della Polfer ad essere stati improvvisamente aggrediti da Moussa, armato di coltello e in rapida avanzata verso di loro. Non corrisponde al vero – prosegue il legale – neppure il fatto che il poliziotto abbia poi sparato per difendersi tre colpi ‘ad altezza uomo. […] Il dolore per la morte di Moussa Diarra è profondo e va rispettato, ma il confronto pubblico deve svolgersi sui fatti ricostruiti negli atti ufficiali, nel rispetto della verità e della dignità professionale dell’agente, che ha agito per difendere la propria incolumità“.
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