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Il sindaco di Terni Stefano Bandecchi è stato rinviato a giudizio dal giudice dell’udienza preliminare del Tribunale di Roma con l’accusa di evasione fiscale nell’ambito di un’inchiesta legata alla gestione dell’Università Niccolò Cusano, conosciuta come Unicusano. Il processo inizierà il prossimo 4 giugno davanti al tribunale monocratico della Capitale.
Il provvedimento segna il passaggio dalla fase delle indagini preliminari a quella dibattimentale, dove accusa e difesa si confronteranno nel merito delle contestazioni. Insieme a Bandecchi, sono state rinviate a giudizio altre tre persone che, secondo l’impostazione accusatoria, avrebbero ricoperto ruoli di responsabilità nella struttura societaria dell’ateneo telematico.
L’inchiesta si concentra sulla gestione economico-finanziaria dell’università in un arco temporale compreso tra il 2018 e il 2022, anni nei quali, secondo la Procura, sarebbero state omesse significative somme dovute all’erario.
Al centro del procedimento vi è l’accusa di evasione fiscale per un importo complessivo di circa 20 milioni di euro. Gli inquirenti contestano a Bandecchi di aver agito come amministratore di fatto dell’università telematica e di non aver provveduto al versamento delle imposte dovute nel periodo indicato.
Secondo la ricostruzione accusatoria, le somme non sarebbero state regolarmente corrisposte tra il 2018 e il 2022. Si tratta di un ammontare considerevole, che ha portato la Procura a ritenere sussistenti gli elementi per sostenere l’accusa in giudizio.
L’ipotesi investigativa si fonda su accertamenti fiscali, analisi dei bilanci, flussi finanziari e documentazione contabile. Sarà ora il dibattimento a stabilire se le contestazioni troveranno conferma oppure se emergeranno elementi tali da escludere responsabilità penali.
Il giudice dell’udienza preliminare ha disposto il rinvio a giudizio fissando la prima udienza del processo per il 4 giugno. Il procedimento si svolgerà davanti al tribunale monocratico di Roma, competente per la materia.
Con il rinvio a giudizio, il giudice ha ritenuto che gli elementi raccolti durante le indagini siano sufficienti per un approfondimento in sede processuale. Non si tratta di una condanna, ma dell’avvio di un percorso che porterà all’esame delle prove in contraddittorio tra accusa e difesa.
Nel corso del dibattimento saranno ascoltati eventuali testimoni, esaminati documenti e consulenze tecniche. La difesa avrà l’opportunità di contestare punto per punto le ricostruzioni dell’accusa, mentre la Procura cercherà di dimostrare la fondatezza delle proprie tesi.
All’uscita dal palazzo di giustizia, Bandecchi ha commentato la decisione con parole che mostrano determinazione: “Nessuna sorpresa, me lo aspettavo, tutto come previsto. Speriamo di poter dimostrare nel processo la nostra innocenza”.
Una dichiarazione che evidenzia la volontà di affrontare il processo senza clamori, ma con l’intenzione di difendersi nel merito delle accuse. L’imprenditore e sindaco respinge dunque l’impostazione accusatoria e affida al giudizio del tribunale il compito di fare chiarezza.
La linea difensiva punterà verosimilmente a dimostrare l’assenza di responsabilità diretta nella gestione fiscale contestata o, in alternativa, a fornire una diversa interpretazione delle operazioni finanziarie oggetto dell’indagine.
L’Università Niccolò Cusano rappresenta una realtà consolidata nel panorama delle università telematiche italiane. Fondata nei primi anni Duemila, l’ateneo ha ampliato nel tempo la propria offerta formativa, attirando migliaia di studenti in tutta Italia.
Proprio la dimensione economica e organizzativa dell’università è finita sotto la lente degli investigatori. La Procura ha ipotizzato che, nel periodo oggetto di indagine, vi siano state irregolarità nella gestione delle imposte dovute.
Oltre a Bandecchi, come detto, sono stati rinviati a giudizio altri tre soggetti che avrebbero ricoperto incarichi di responsabilità nella società. Le rispettive posizioni saranno esaminate singolarmente nel corso del processo.
Il rinvio a giudizio del sindaco di Terni apre inevitabilmente anche un fronte politico. Bandecchi, figura nota per il suo profilo imprenditoriale e per il suo stile diretto, è alla guida dell’amministrazione comunale umbra e rappresenta un riferimento per una parte dell’elettorato locale.
La vicenda giudiziaria potrebbe alimentare il dibattito politico cittadino, con le opposizioni pronte a chiedere chiarimenti e la maggioranza che ribadirà il principio della presunzione di innocenza fino a sentenza definitiva.
Dal punto di vista istituzionale, non vi sono automatismi legati al rinvio a giudizio. Eventuali conseguenze sul piano amministrativo dipenderanno dall’evoluzione del procedimento e dalle eventuali decisioni personali dell’interessato.
È importante ricordare che il rinvio a giudizio non equivale a una condanna. Nel sistema giuridico italiano, l’imputato è considerato innocente fino a eventuale sentenza definitiva di colpevolezza.
Il processo che si aprirà il 4 giugno sarà il luogo in cui le accuse verranno sottoposte a verifica. Solo al termine del dibattimento il tribunale potrà stabilire se le contestazioni troveranno conferma o se le tesi difensive prevarranno.
Nel frattempo, la vicenda resta al centro dell’attenzione mediatica, intrecciando aspetti giudiziari, imprenditoriali e politici. L’esito del procedimento sarà determinante non solo per la posizione personale di Bandecchi, ma anche per le eventuali implicazioni sul piano amministrativo e sull’immagine dell’ateneo coinvolto.
Il prossimo appuntamento è fissato in aula, dove accusa e difesa si confronteranno in un processo destinato a chiarire uno dei casi giudiziari più rilevanti degli ultimi mesi nel panorama politico-amministrativo italiano.
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