Da marzo, i lavoratori con reddito fino a 33mila euro vedranno in busta paga gli effetti della flat tax al 5% sugli aumenti contrattuali, con risparmi fino a 850 euro annui. Per i lavori notturno c’è un’agevolazione al 15%.
Come funzionano gli aumenti?
Con la Legge di Bilancio assistiamo a degli aumenti che peseranno sullo stipendio netto. Il beneficio viene applicato direttamente in busta paga dal datore di lavoro e riguarda esclusivamente la parte di stipendio che deriva dagli aumenti contrattuali, non l’intera retribuzione.
Secondo le simulazioni effettuate da Fondazione Studi dei Consulenti del Lavoro, quest’agevolazione oscillerà tra i 190 e gli 850 euro, a seconda della situazione personale del lavoratore, ma il principio resta che il risparmio fiscale riguarda in particolare la quota aggiuntiva di stipendio derivante dal rinnovo contrattuale, e quindi non l’intero salario.
Quindi, come già fatto presente, non riguarda l’intero salario percepito dai lavoratori, ma soltanto l’incremento riconosciuto dal nuovo accordo contrattuale.
L’imposta sostitutiva
Inoltre, è prevista un’imposta sostitutiva del 15% sui trattamenti accessori, ovvero quei lavori notturni, straordinari e straordinari. In questo caso il beneficio è inferiore, ma si aggira attorno ai 52 e 417 euro all’anno.
Tra i contratti presi in esame, quello più favorevole a trarre beneficio è il settore del commercio; segue quello delle telecomunicazioni e il metalmeccanico.
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