Non c’è molto entusiasmo tra gli esercenti del centro storico di Napoli nei confronti dell’ordinanza anti-movida firmata dal sindaco Gaetano Manfredi – a testimonianza di ciò, diverse persone ieri hanno esposto presso i propri esercizi commerciali una locandina che chiede “una metropoli viva contro le ordinanze miopi e dannose, dalla parte dell’arte e della cultura”.
Cosa dice l’ordinanza?
L’ordinanza, in vigore fino al 24 agosto, dispone diverse limitazioni per i locali dell’area di piazza San Domenico Maggiore e le zone limitrofe – nello specifico, l’obbligo di chiusura degli esercizi commerciali dall’una di notte dalla domenica al giovedì, alle due di notte il venerdì e il sabato. Previsto poi che l’orario di riapertura non venga fissato prima delle sei e anche che la somministrazione delle bevande alcoliche e analcoliche si fermi del tutto dalle 22:30 alle 6 del mattino. Infine, sono previste limitazioni alla musica e agli eventi con il divieto assoluto, dalle 22, di svolgere eventi occasionali in piazza e strada che prevedano strumenti musicali o sistemi di amplificazione.
L’ordinanza, secondo gli esercenti, rischia di “trasformare Napoli in un deserto. Noi vorremmo” spiegano “una Napoli viva e dinamica come sa essere“. Contro l’ordinanza è prevista un’iniziativa di protesta, annunciata per giovedì 30 aprile alle 17 in Piazza San Domenico.
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