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Cinema

The Old Oak: il possibile addio di Ken Loach

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Ken Loach torna ai temi sociali che hanno segnato la sua carriera

The Old Oak rappresenta uno dei lavori più intensi e politici di Ken Loach, maestro del cinema sociale europeo.

Presentato al Festival di Cannes, il film affronta il tema della crisi dei rifugiati siriani attraverso una storia fatta di povertà, rabbia e solidarietà umana.

Secondo molti potrebbe essere anche l’ultimo film diretto da Loach, oggi vicino ai novant’anni.

Un piccolo villaggio inglese travolto dal cambiamento

La storia è ambientata in un ex villaggio minerario nel nord-est dell’Inghilterra, segnato dalla chiusura delle miniere e da anni di crisi economica.

Quando alcune famiglie di rifugiati siriani vengono trasferite nelle case vuote del paese, la comunità locale reagisce con diffidenza e tensione.

Al centro del racconto c’è un vecchio pub, The Old Oak, ultimo punto di ritrovo del villaggio e simbolo di un mondo che lentamente sta scomparendo.

Il legame tra TJ e Yara

Il proprietario del pub, TJ Ballantyne, interpretato da Dave Turner, stringe un rapporto umano con Yara, giovane rifugiata siriana interpretata da Ebla Mari.

Attraverso questa amicizia, il film racconta non soltanto il trauma della guerra e della migrazione, ma anche il bisogno di ricostruire un senso di comunità.

Ken Loach mostra come l’incontro tra persone molto diverse possa diventare una possibilità concreta di solidarietà in un contesto dominato dalla paura e dall’isolamento sociale.

Più di un film sull’immigrazione

Ridurre The Old Oak a un semplice racconto sui migranti sarebbe però limitante.

Come nei suoi film più celebri, Loach concentra l’attenzione soprattutto sulle difficoltà delle classi popolari britanniche: povertà, precarietà lavorativa, rabbia sociale e abbandono politico.

Il razzismo raccontato nel film nasce infatti anche dalla disperazione e dalla sensazione di essere stati dimenticati.

Il regista affronta così il tema della cosiddetta “guerra tra poveri”, mostrando quanto sia difficile mantenere vivi valori come solidarietà e condivisione.

Uno stile realistico e profondamente umano

Girato nella contea di Durham utilizzando un vero pub abbandonato come location principale, The Old Oak mantiene il classico stile realistico di Ken Loach.

La regia resta essenziale, quasi documentaristica, con grande attenzione ai volti e ai piccoli gesti quotidiani.

Anche in questo film Loach evita ogni spettacolarizzazione, scegliendo invece un racconto intimo e profondamente umano.

Il possibile addio di un maestro del cinema sociale

Dopo film come Io, Daniel Blake e Sorry We Missed You, Ken Loach potrebbe chiudere la sua carriera proprio con The Old Oak.

Se sarà davvero il suo ultimo lavoro, il film rappresenta una conclusione coerente per un autore che per oltre sessant’anni ha raccontato gli ultimi, gli emarginati e le ingiustizie sociali.

Un cinema che ha sempre cercato di ricordare quanto l’umanità e la solidarietà possano ancora diventare forme di resistenza.

 

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