Published
1 giorno agoon
Ancora una polemica editoriale, questa volta a Salerno: è stata infatti presentata una richiesta di revoca immediata all’autorizzazione concessa per la presentazione di un libro presso il Salone dei Marmi di Palazzo di Città.
Il libro in questione – “E me ne vanto: storia di Carlo Falvella” – è stato scritto da Tony Fabrizio e pubblicato da Altaforte Edizioni, casa editrice che, secondo i firmatari della richiesta di revoca, sarebbe “generalmente considerata” vicina a Casa Pound.
A sottoscrivere la richiesta e a rivolgerla, insieme a una lettera aperta, al sindaco di Salerno Vincenzo De Luca sono stati i consiglieri cominali di AVS, del Movimento 5 Stelle e di Salerno Democratica Franco Massimo Lanocita, Rino Avella, Claudio Russolillo e Giso Amendola.”Ci sono luoghi che hanno una memoria che deve essere rispettata” hanno scritto gli esponenti dell’opposizione “e il Salone dei Marmi di Palazzo di Città è un luogo simbolo dell’Italia liberata. Per questo colpisce che quello stesso luogo possa ospitare la presentazione di un libro pubblicato da un editore vicino a CasaPound“. I consiglieri hanno inoltre sottolineato che nel 2019 la casa editrice è stata anche allontanata dal Salone del Libro di Torino dopo alcune dichiarazioni del fondatore Francesco Polacchi.
I firmatari sottolineano che “non è in discussione la libertà di pubblicare un libro“, bensì si sottolinea il fatto che “un ente pubblico ha il dovere istituzionale di valutare a chi vengono concessi gli spazi pubblici, che non sono contenitori neutri ma custodiscono una storia, rappresentano una comunità e trasmettono valori.”

A seguito di questa richiesta, Italo Cirielli, responsabile Regionale Enti Locali di Fratelli d’Italia, ha espresso una replica abbastanza dura: “La presentazione di un libro non può essere trattata come una minaccia per le istituzioni. Le istituzioni, al contrario, sono tanto più forti quanto più riescono a garantire confronto, pluralismo e libertà, senza cedere alla tentazione di stabilire quali idee, quali autori o quali editori possano avere cittadinanza nello spazio pubblico” ha dichiarato. “Ancora più grave è che, in questo caso, si finisca per offendere anche la memoria di Carlo Falvella, giovane studente salernitano, militante del Fronte della Gioventù, ucciso a soli vent’anni nel 1972. Il libro oggetto della polemica racconta una storia vera, dolorosa, profondamente legata alla città di Salerno e alla memoria di una comunità. Delegittimarne la presentazione significa non solo comprimere la libertà culturale, ma anche negare dignità al ricordo di una vittima della violenza politica. Nessuno mette in discussione i valori della Costituzione.”
Non è l’unico ad aver reagito così: il neo-socialista Antonio Cammarota chiede che Salerno commemori Favella “con la pacificazione e il rispetto che si deve a un giovane innocente ammazzato per mano assassina“, seguito dal consigliere comunale di Fratelli d’Italia Gherardo Marenghi che afferma: “Ricordare il passato spesso serve a capire il presente. […] Non ci potrà mai essere vera pacificazione nazionale fin quando mancherà il rispetto per la storia altrui“. Infine, ha detto la sua anche il consigliere comunale di Forza Italia Gabriele Casaburi: “Non c’è nulla di più pericoloso di chi, in nome di una presunta difesa della libertà e della democrazia, pretende di decidere quali idee possano essere espresse e quali, invece, debbano essere messe a tacere“.
___
Potrebbe interessarti anche:
___
Continua a seguirci su Facebook e scopri gli ultimi aggiornamenti cliccando qui.


