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Pensioni più basse a settembre, chi rischia il taglio del 5% e quando scatta la revoca

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A partire dall’assegno di settembre, diversi pensionati italiani potrebbero notare un importo più basso del solito, caratterizzato da una trattenuta straordinaria del 5%.

In cosa consiste?

La riduzione si inserisce nel quadro delle verifiche reddituali effettuate dall’INPS per accertare il diritto al mantenimento di determinate prestazioni assistenziali e previdenziali integrative.

Il decurtamento dell’assegno non interessa la totalità dei pensionati, ma si rivolge esclusivamente a coloro che beneficiano di prestazioni collegate al reddito — come trattamenti minimi, maggiorazioni sociali, assegni sociali o quattordicesima — e che non hanno provveduto a trasmettere la dichiarazione dei redditi tramite il modello RED nei tempi prescritti dall’istituto.

La campagna RED rappresenta un obbligo fondamentale per consentire all’INPS di verificare che la situazione economica del beneficiario non abbia superato le soglie limite di legge. La trattenuta cautelare del 5%, già avviata nei cedolini di agosto, viene confermata anche per la rata di settembre nei confronti dei soggetti risultati inadempienti ai controlli.

Ecco cosa fare

La riduzione dell’importo rappresenta soltanto il primo segnale di preavviso per i pensionati interessati. L’INPS ha fissato una finestra temporale entro la quale è ancora possibile regolarizzare la propria posizione inviando la documentazione mancante. Per farlo, i cittadini coinvolti devono presentare una domanda di ricostituzione reddituale, direttamente online attraverso il portale dell’istituto oppure facendosi assistere da un patronato o un centro di assistenza fiscale (CAF).

Qualora il pensionato non provveda alla trasmissione dei dati reddituali richiesti entro il termine stabilito, la procedura sanzionatoria dell’INPS subirà un inasprimento:

  • Sospensione delle prestazioni: Inizialmente l’ente previdenziale procederà alla sospensione totale dell’erogazione delle quote integrative o dell’intero assegno collegato al reddito.
  • Revoca e recupero somme: Decorso un ulteriore periodo di 60 giorni dalla sospensione senza che la documentazione sia stata inoltrata, scatta la revoca definitiva del trattamento. In tal caso, l’INPS potrà avviare le procedure per il recupero delle somme indebitamente percepite nei periodi in cui l’obbligo di comunicazione è stato eluso.

Per verificare la propria posizione e scongiurare ulteriori penalizzazioni, i pensionati sono invitati a controllare con attenzione il dettaglio del cedolino di settembre e a verificare tempestivamente l’inoltro delle dichiarazioni reddituali mancanti.

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