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Frana e inondazione in Tibet e Nepal: ci sono 95 morti

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Una catastrofica colata di fango e inondazione ha devastato la regione di confine tra Nepal e Tibet. Il bilancio provvisorio è tragico: almeno 95 morti accertati e oltre 400 dispersi. Ci sono anche due italiani coinvolti, ma stanno bene.

Cos’è successo?

Il disastro si è verificato principalmente lungo il distretto nepalese di Rasuwa e nella vicina area tibetana di Shigatse. Un’enorme massa d’acqua e terra si è abbattuta sui centri abitati e sulle infrastrutture di confine, travolgendo interi villaggi, veicoli e strutture doganali come lo scalo di Rasuwagadhi. Testimoni oculari e piloti di soccorso hanno descritto scene di rara violenza, con un’ondata di piena alta fino a sei metri che ha sradicato alberi e distrutto le vie di comunicazione terrestri.

Sul versante tibetano, la frana ha causato ingenti danni e interruzioni stradali, spingendo il presidente cinese Xi Jinping a mobilitare le forze armate e le squadre d’emergenza per velocizzare le operazioni di ricerca.

Gli italiani coinvolti

Parallelamente, la Farnesina ha subito attivato l’Unità di Crisi per monitorare la situazione e tracciare la presenza degli italiani nell’area colpita. Sulla base dei dati registrati sul portale “Dove siamo nel mondo“, risultano circa 90 i connazionali presenti nella regione di transito tra Nepal e Tibet. Tra questi, due turisti italiani e la loro guida locale sono rimasti bloccati a monte dell’enorme smottamento che ha tagliato in due le arterie viarie. Il Ministero degli Esteri ha confermato di essere in diretto contatto costante con i due viaggiatori, rassicurando sulle loro condizioni di salute: stanno bene e si trovano al sicuro in attesa che le squadre d’emergenza possano completare le operazioni di evacuazione.

I soccorsi internazionali stanno attualmente impiegando droni, elicotteri e mezzi pesanti per raggiungere i centri rimasti totalmente isolati, mentre le autorità locali continuano la corsa contro il tempo nel tentativo di individuare eventuali superstiti sotto i detriti.

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