Un grave episodio di intimidazione ha colpito la squadra di calcio femminile della Borgata Gordiani nella serata di lunedì 14 settembre. Le atlete stavano svolgendo il consueto allenamento all’interno di un parco pubblico nella zona est di Roma quando sono diventate bersaglio di un’aggressione improvvisa e violenta.
Cos’è successo?
In base alle ricostruzioni e alle denunce diffuse dalla società sportiva popolare, la situazione è precipitata a metà della seduta di allenamento, in coincidenza con lo spegnimento improvviso dell’illuminazione pubblica del parco. Nel buio, un gruppo di uomini ha iniziato a scagliare bottiglie di vetro vuote contro le calciatrici, accompagnando il gesto con pesanti minacce di morte: “Questo non è un campo né una palestra, se non ve ne andate vi spariamo”
L’episodio ha costretto la squadra a interrompere immediatamente l’attività sportiva e ad allertare le forze dell’ordine. La formazione femminile della Borgata Gordiani si trovava a svolgere la preparazione in quella struttura verde proprio in virtù dei problemi di fruibilità che avevano interessato l’area di Villa Gordiani nei mesi precedenti. L’ennesimo ostacolo all’utilizzo libero ed inclusivo degli spazi urbani ha suscitato forte indignazione nel quartiere.
La condanna
I dirigenti e le tesserate dell’associazione hanno espresso una ferma condanna nei confronti di quanto accaduto, ribadendo la determinazione nel non cedere a intimidazioni e nel difendere il diritto di vivere la città in sicurezza. “Non abbiamo intenzione di far passare questo clima di violenza come una normalità. Gli spazi pubblici appartengono a tutti e intendiamo continuare ad allenarci e a portare avanti i nostri progetti sociali sul territorio” ha dichiarato il club sui propri canali social.
L’accaduto ha riaperto il dibattito sulla sicurezza nei parchi della periferia capitolina e sulla tutela dei luoghi di aggregazione dello sport popolare. Sul caso sono in corso verifiche da parte delle autorità competenti per individuare i responsabili del raid.
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