Cosa prevede il Kids Act?
L’Unione Europea ha approvato il cosiddetto “Kids Act”, che stabilisce il divieto dell’uso dei social per gli under 13 e fissa a 15 anni l’età minima per un account autonomo. Tra i 13 e i 15 anni è previsto l’uso di una sorta di “mini-account” con funzionalità limitate e che possono essere creati solo dal genitore. Per ursarli, inoltre, i ragazzini dovranno accedere tramite il profilo del genitore.
Per i piccoli di età inferiore ai 13 anni è previsto l’uso di servizi di video-sharing progettati per i bambini, sempre attraverso account gestiti dai genitori, che consentano un uso di massimo un’ora al giorno. Saranno, inoltre, i fornitori di social media, video sharing, videogiochi online, assistenti IA e chatbot indirizzati agli under-13 di dimostrare che i propri servizi siano sicuri – che non usino, insomma, quei meccanismi che portano alla dipendenza, allo scrolling infinito e che non profilino il bambino.
Le parole di ursula Von der Leyen
“Il 92% degli europei ritiene che si debba rafforzare la tutela di bambini e giovani online, e circa il 70% si dice preoccupato per il cyberbullismo, le molestie e il grooming” spiega Ursula Von der Leyen. “Analizzando le cifre emerge un altro dato sorprendente: in Europa, i giovani trascorrono in media dalle 4 alle 6 ore al giorno davanti a uno schermo. Per chi ha iniziato a usare i social media prima dei dieci anni, la durata è ancora maggiore: trascorrono online circa 7-8 ore al giorno, un lasso di tempo che equivale quasi a una giornata lavorativa completa per un adulto. Troppi bambini vengono esposti troppo presto al mondo online“.
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