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Qualcuno parla di una mossa da “campagna elettorale”, ma di certo è una novità che ha fatto piacere agli automobilisti: per il 2027 è stata infatti cancellata dal Governo quella che Giorgia Meloni ha descritto come “una delle tasse più odiate dagli italiani” – ovvero, il bollo auto.
A rivendicare la paternità della misura è Forza Italia: “Era una ferma e pressante richiesta di Forza Italia che l’esecutivo ha accolto e fatto propria” spiega il ministro degli Esteri Antonio Tajani. “Una misura coerente con la nostra visione liberale fin dalla fondazione del movimento azzurro e dalle battaglie di Silvio Berlusconi ‘meno tasse per tutti'”.
Il provvedimento varrà per le vetture di piccola media potenza, con un’esenzione per un solo veicolo a cittadino, senza limitazioni legate all’Isee. Non ci sarà, rassicura Palazzo Chigi, , nessun aggravio per le casse delle Regioni e delle province autonome: sarà proprio il Governo a coprire il mancato introito – che ammonterà a circa 2,3 miliardi di euro. Per questo, la misura è stata salutata con favore dalla maggior parte delle Regioni, fatta eccezione per la Toscana: il governatore Eugenio Giani infatti accusa la premier di aver raggiunto un “livello sconsiderato di demagogia elettorale“.
La misura ha riacceso anche la miccia dello scontro tra Giorgia Meloni e Matteo Renzi: il leader di Italia Viva ha ricordato, in un post pubblicato sui social, di come l’attuale premier gli avesse dato del “venditore di pentole” quando, dieci anni fa, propose una misura analoga.
Non si è fatta attendere la risposta di Giorgia Meloni, che chiosa: “Bravo, Matteo. Oggi hai scoperto la differenza tra ‘annunciare’ e ‘realizzare'”. A questo, infine, Renzi ha risposto rivendicando altre misure adottate durante il suo governo, chiudendo il post con un caustico: “Ora, però, stacca dai socail e torna a lavorare a Palazzo Chigi, che ti paghiamo per governare. Baci”.
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