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Non c’è un modo carino di affrontare la questione, così lo chiariamo subito: Amori e Incantesimi 2 è un disastro. Se, infatti, il primo film aveva sì tantissimi problemi, poteva contare, almeno, una propria identità ben precisa. Il sequel arrivato al cinema in questi giorni, purtroppo, nemmeno quella.

Ma andiamo con ordine: Amori e Incantesimi, tratto dal primo romanzo della serie Pratical Magic di Alice Hoffman, è un film del 1998. Al botteghino fu un mezzo fiasco ma, nel corso degli anni, si è trasformato in un fenomeno di culto – e, diciamolo fuori dai denti, la ragione sta soprattutto nell’effetto nostalgia, più che nella storia o nella regia.
Questo film racconta la storia delle sorelle Owens, Sally e Gillian, che, dopo la morte dei genitori, vanno a vivere con le anziane zie. Le due, nate da stirpe di strega, come tutte le donne della famiglia devono combattere contro una triste maledizione lanciata dalla loro antenata: tutti gli uomini che amano le donne che appartengono a questa famiglia muoiono.

Passano gli anni e, dopo la morte del primo marito – che era stato “costretto”ad amarla, tra le tante cose, dalle due zie con un incantesimo… ma sorvoliamo – Sally è disperata; la sorella Gillian, dal canto suo, non se la cava molto meglio: dopo aver stretto una relazione con un uomo violento, Jimmy, chiede aiuto a Sally che, per errore, lo uccide. A causa di un incantesimo andato storto, l’uomo torna in vita, viene ucciso una seconda volta e infine sepolto nel giardino di casa.
Ed è a questo punto che arriva un poliziotto, Gary, che indaga sull’omicidio e che sospetta delle sorelle. Tagliando corto, dopo aver sconfitto lo spirito malvagio di Jimmy, tra Gary e Sally sboccia l’amore – e, nel finale del film, pare che la maledizione dell’antenata sia spezzata dalla forza del loro legame. “Le maledizioni hanno valore solo se ci credi” chiosa il poliziotto mentre Sally si gode il proprio lieto fine.
Sospendendo il giudizio su questo primo capitolo, che ha tutti i difetti delle pellicole anni ’90 (pregiudizi, demonizzazione del sesso – Gillian viene “punita” dalla trama per essere uno spirito libero e, nel finale, si mostra molto più “casta” e pura – un’idea molto confusa su cosa sia il consenso ed effetti speciali terribili) senza godere però di alcun pregio dei film dell’epoca, passiamo ad Amori e Incantesimi 2 che si apre… sulla tomba di Gary. Il poliziotto che nel finale era stato descritto come l’amore predestinato di Sally e che a tutti gli effetti era l’unica cosa che portava a un’evoluzione nel personaggio e della storia, è stato liquidato con un paio di parole. In una scena tutto il messaggio del primo film è stato nullificato e già questo basterebbe a farci storcere il naso.

Il povero Gary, nullificato dal mercato cinematografico che aveva bisogno di sfruttare ancora “Amori e Incantesimi”.
Ma purtroppo, al peggio non c’è mai fine: da qui in poi, infatti, la storia perde la dimensione slice of life e cozy che caratterizzava il primo capitolo e si trasforma in una specie di thriller paranormale che, a tratti, sfocia nella commedia. Una delle zie di Sally e Gillian trova un libro che sembra possa liberarle dalla maledizione e che mette in moto una serie di avvenienti che condurranno Kylie- figlia avuta da Sally col primo marito – ad andare in Inghilterra per cercare di salvare il fidanzato Gideon, in fin di vita per colpa della solita maledizione.
A parte un buco di trama grosso quanto tutta Londra (SPOILER: il libro del Corvo non è stato aperto da zia Jet, che però, prima di morire, lascia a zia Fran le istruzioni su cosa fare per spezzare la maledizione – cosa che non avrebbe potuto sapere, non essendo riuscita ad aprire il libro), il grosso problema del film è che, cercando di definire la lore e il worldbuilding in cui si muovono le sorelle Owens, mostra tutta la debolezza dell’impianto narrativo della saga cinematografica.

Cos’è la via della mano sinistra? Perché viene considerata malvagia? L’incantesimo di resurrezione del primo film ne faceva parte? E allora perché Sally non fa parte della via della mano sinistra? Cosa distingue un incantesimo della magia nera da un incantesimo della magia bianca? E potremmo andare avanti per molto, molto tempo.
Ahinoi, i problemi che affliggono la pellicola non sono finiti: le caratteristiche dei personaggi del cast iniziale, le due sorelle e le zie, vengono così esagerate da diventare grottesche – soprattutto la povera Gillian, che nel film precedente era solo impulsiva ma che qui diventa infantile e sciocca. Non vengono risparmiati i “nuovi” personaggi: Antonia, l’altra figlia di Sally, dovrebbe essere un medico specializzando, ma si limita a lasciare che la zia cosparga il povero Gideon, in coma in ospedale, di erbe e sale (in barba a qualsiasi norma igienica); il mago Ian non ha caratteristiche se non essere “affascinante e maledetto” e, oltre a poter contare su una serie di scene inutilmente imbarazzanti, instaura una relazione con Sally perché… chi lo sa? Non è molto chiaro: i due scambiano appena qualche parola, ma sembrano improvvisamente innamorati e destinati l’uno all’altra – e se, nel caso del poliziotto Gary del primo film, questo veniva almeno spiegato con la magia, qui non si è fatto il minimo sforzo.

Il finale, che purtroppo è funestato dal buco di trama di cui abbiamo parlato sopra, oltre a non avere senso logico è anche eccessivamente sdolcinato.
Insomma: Amori e Incantesimi 2, per noi, è stato un disastro. Per questo, non ve lo consigliamo.
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