Una commemorazione dei defunti segnata dal dolore, dalla memoria e da un forte richiamo alle responsabilità della società. A Napoli, il cardinale Domenico Battaglia ha celebrato la messa del 2 novembre nel cimitero di Poggioreale, riportando al centro dell’attenzione anche la difficile situazione delle bare rimaste senza una sistemazione definitiva dopo i crolli che hanno interessato due palazzine nel 2022.
Attualmente circa mille bare sono ospitate provvisoriamente all’interno di un capannone, allestito con gli arredi e i parametri sacri in occasione della commemorazione dei defunti. Una sistemazione temporanea, in attesa di individuare una soluzione definitiva che possa restituire dignità e pace alle salme.
Durante l’omelia, Battaglia ha ricordato con dolore quanto accaduto, definendo quei crolli ferite che hanno colpito persino il riposo dei morti, diventando lo specchio di una città che fatica a prendersi cura di sé.
Il pensiero del cardinale si è poi allargato alle tante vittime della violenza e dell’odio che continuano a segnare la vita quotidiana. «Il mio cuore si stringe, e si commuove, se penso ai troppi giovani, ai troppi bambini la cui vita è stata spezzata prima ancora di poter fiorire», ha dichiarato, richiamando l’attenzione sulle vite distrutte dall’indifferenza, dalla criminalità e dalle logiche di profitto e potere.
Un passaggio importante dell’omelia è stato dedicato anche alle morti sul lavoro e alle vittime innocenti delle guerre. Per Battaglia, non si tratta di tragedie inevitabili, ma di ingiustizie davanti alle quali non è possibile restare in silenzio.
«Non c’è nulla di religioso nel piangere i morti se poi non difendiamo la vita dei vivi», ha sottolineato il cardinale, invitando la comunità a trasformare la preghiera in un impegno concreto.
La celebrazione del 2 novembre a Poggioreale si è così trasformata anche in un momento di denuncia e riflessione sulle ferite ancora aperte della città: dalla dignità dei defunti alle vite spezzate dalla violenza, fino alla necessità di proteggere chi è ancora in vita.