A Catania una 50enne si trova agli arresti domiciliari, con l’obbligo dell’uso del braccialetto elettronico e l’assoluto divieto di comunicazione “con qualsiasi mezzo” con il figlio disabile: la donna è accusata di violenza sessuale aggravata nei suoi confronti.
Le indagini sugli abusi
Stando a quanto emerso dalle indagini – partite da una segnalazione della comunità a cui il ragazzo era stato affidato – la donna avrebbe “indotto l’adolescente, sin da quando aveva 13 anni, a compiere atti sessuali con l’invio di messaggi audio, foto e video dal contenuto sessualmente esplicito“.
Queste accuse sono state formulate dopo le analisi effettuate dalle forze dell’ordine sui dispositivi elettronici della madre e del figlio e sono state poi confermate dallo stesso ragazzo davanti al pubblico ministero e con l’assistenza di una psicologa.
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